Visualizzazione post con etichetta brabante. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta brabante. Mostra tutti i post

martedì 15 novembre 2011

Glow

Si è conclusa il 12 novembre la sesta edizione del festival della luce ad Eindhoven, Glow. Quest'anno il tema della manifestazione era "Illusione e realtà". Diverse le opere e le installazioni che erano state allestite in un percorso guidato all'interno della città, che iniziava dalla stazione, dove con grande orgoglio si trovava un'opera proveniente dalla nostra Italia, proseguiva all'interno del centro tra le piazze e i monumenti storici, fino ad arrivare ai parchi e al fiume, per finire la visita dove la si era cominciata, alla stazione.
Noi avevamo preso il treno verso le 7 convinti di aver tutto il tempo che volevamo fino alle 23, ora in cui sarebbe partito l'ultimo treno disponibile per tornare a casa. Purtroppo alle 22 eravamo solo a metà percorso e Stefano stava congelando per via dell'aria fredda unita al fatto che giravamo in bici di notte, e così non abbiamo potuto goderci l'intero festival. Peccato perché quello che eravamo riusciti a vedere fino a quel momento ci era piaciuto molto.
Per ulteriori dettagli sull'evento potete consultare il link ufficiale http://www.gloweindhoven.nl/ (il sito è anche in inglese)


venerdì 12 agosto 2011

12 Agosto - Stelle Cadenti al De Loonse en Drunense Duinen

Venerdì sera avevamo in programma di unirci al gruppo di Coachsurfing di Tilburg che aveva organizzato un evento per guardare le stelle cadenti tutti insieme.
Ma prima un po' di cultura:
Cito da Wikipedia:
Couch Surfing, letteralmente "saltare da un divano all'altro", è stato definito un po' superficialmente da alcuni come l'ultima frontiera del viaggiare "low cost", ma si propone un obiettivo decisamente più ambizioso, socialmente e culturalmente utile. Si tratta infatti di un programma che permette di mettere in contatto persone con diverse esigenze da ogni parte del mondo; da una parte c’è chi mette a disposizione una stanza o il divano della sua casa o anche solo un angolo di giardino in cui poter piantare la tenda, mentre dall'altra c'è chi parte per nuovi e solitamente sconosciuti paesi e cerca un posto in cui poter sostare per qualche giorno. È un'esperienza che sicuramente offre la possibilità di viaggiare a costi molto bassi ma dà anche la possibilità di conoscere gente in tutto il mondo, relazionarsi a contesti culturalmente differenti, stringere legami e amicizie. D'altra parte, lo stesso slogan dei couch surfer recita "Il mondo è più piccolo di quello che pensi!" Entrare a fare parte di questa vivace comunità è semplice: è infatti sufficiente registrarsi nel sito per entrare a far parte del "gioco".
Il sito è coachsurfing.org.
Tramite questo sito, quando Stefano è arrivato per la prima volta nei Paesi Bassi senza conoscere nulla del luogo, è stato accolto nella casa di questa signora di cui ho parlato già molto in questo blog, una persona molto disponibile e calorosa che lo ha aiutato nel difficile passaggio e adattamento alla nuova nazione, ospitandolo, traducendo e chiamando gli annunci di affitti di appartamenti, insegnandogli a muoversi nel nuovo ambiente.
Il sito fornisce anche un forum, dove ogni gruppo di ospiti e ospitanti di una certa città organizzano eventi, feste e ritrovi per fare amicizia. Stefano qualche mese fa era già stato in uno di questi raduni conoscendo varie persone di diverse nazionalità in un pub di Den Bosch, ognuno con una storia differente da raccontare sul perché si trovava li.
Questa volta mi ha voluto coinvolgere in un raduno che si sarebbe svolto nella riserva naturale poco più a nord di Tilburg per osservare la pioggia di stelle cadenti. Mi sono dovuta così iscrivere anch'io al sito, in modo da aderire e confermare la nostra presenza in quanto il numero di partecipanti era limitato.
In verità non sono proprio una tipa da questo genere di esperienze di gruppo, mi sa tanto di raduni hippie (ahhahah), quando io invece sono più per il solitario o al massimo un bel gruppo di fotografi tanto matti quanto me! Come avrete capito non faccio amicizia facilmente (le mie amicizie si contano su una mano sola e ci avanza anche un dito), ma Stefano imperterrito ci prova come un forsennato a trascinarmi nel mondo della comunità e farmi diventare socievole :D
Così, venerdì sera, zaino in spalla e lamentele mie varie sul perché non potevo restare a casa a fare l'orsa in letargo, partiamo alla ricerca della casa di una coppia che si era offerta di darci un passaggio in auto fino alla riserva. Ovviamente ci siamo persi capitando in un quartiere dove tutte le vie avevano lo stesso nome..Per fortuna ci sono venuti a recuperare loro e alle 9 eravamo in viaggio. Lei era un americana venuta nei Paesi Bassi per amore, avendo una relazione con l'autista dell'auto, che è originario invece della zona. Nel sedile dietro insieme a noi c'era un altra ragazza, che vive a Tilburg da ormai quasi 10 anni.
Il viaggio è stato tranquillo e divertente, non abbiamo chiacchierato molto ma abbiamo ascoltato i racconti degli altri.
Il posto dove siamo andati è questo:

Visualizzazione ingrandita della mappa
Ci siamo ritrovati poco prima della foresta con l'intero gruppo di persone invitate, che venivano veramente da ogni parte del mondo; c'eravamo noi italiani, l'americana, un francese, una ragazza dell'ecuador..ma non li ricordo tutti perché eravamo una ventina e io sono sempre stata attenta a stare in disparte per paura che qualcuno attaccasse bottone con me!
Abbiamo iniziato il tragitto verso la foresta che era già buio, e inoltrandoci sempre di più tra i fitti alberi, la nostra vista piano a piano si faceva sempre più scarsa, quasi in bianco e nero, trovando difficile distinguere i colori e anche cosa c'era ad un palmo dal naso. Dopo una diecina di minuti di tragitto, usciamo in una radura, sorprendentemente piena di sabbia.
Dal sito del turismo Olandese:
Le Dune Loonse e Drunense (Loonse en Drunense Duinen) sono un'area ricca di dune davvero unica in Europa. Ci sono sabbie mobili, brughiere, foreste e stagni. L'area fu proclamata parco nazionale nel 2002, il parco più giovane di tutti i Paesi Bassi.
Il Sahara del Brabante
Basta un semplice soffio di vento perché uno strato sottilissimo di sabbia cominci a sollevarsi da terra. Questo spettacolo affascinante crea dei disegni stupendi, che cambiano in continuazione. Le Dune Loonse e Drunense sono anche conosciute come il Sahara del Brabante, perché la temperatura della sabbia può arrivare a 50 gradi di giorno, e quasi a gelare di notte. Puoi ben immaginare che la flora e la fauna di questa regione sono davvero uniche.
Sfiga ha voluto che ci fossimo impegnati tanto in liste di cosa da portare per poi finire per scordarci dettagli come pile per il flash e testa del cavalletto a casa...visto le condizioni del tutto inappropriate per fare foto mi sono arrangiata come potevo, appoggiando la reflex sul sacco a pelo e lasciando il diaframma aperto con il telecomando per svariati secondi. Dal buio pesto sono riuscita a ricavare queste foto

E le stelle cadenti? io ho visto la scia di una veramente grossa, ma non ne ho viste altre perché ero intenta a voler sistemare la reflex per poter fare uno scatto fortunato ad una che passasse li per caso, poi ad un certo punto il cielo si è annuvolato e non siamo più riusciti a vedere nulla. Infatti erano poco passate le due quando i nostri accompagnatori ci informano che si annoiavano e volevano ritornare a casa. Meno male, senza poter fare foto, non sarei resistita tutta la notte con le mani in mano!
Il viaggio di ritorno è stato più emozionante del previsto perché abbiamo rischiato di sbagliare strada e rimanere a vagare nella foresta per tutta la notte. Per fortuna ci accompagnava l'organizzatore dell'evento che ci ha raccontato di far parte dei boy scout e quindi viene spesso in questa zona, soprattutto perché abita molto vicino. Ci ha detto che è possibile vedere daini girare tra gli alberi se si è in assoluto silenzio e non si fanno scappare, poi ci ha spiegato che il paesaggio delle dune cambia sempre di anno in anno a causa dei venti e per attraversare tutta l'area ci vogliono circa 24 ore a piedi. Inoltre spesso di domenica molti tilburgesi vengono a prendere il sole come se fossero in spiaggia!

sabato 23 luglio 2011

23 Luglio - La Kermis di Tilburg



Si riparte!
Durante questi due mesi di pausa del blog, ho portato avanti i miei affari in Italia, sono stata accanto alle persone a me care, e nel frattempo che anche Stefano è sceso per qualche tempo sono venuti a farci visita i nostri amici olandesi.



Alla vista di Ascoli Piceno sono rimasti estasiati dalla bellezza dei secolari edifici in travertino del centro, incantati dal panorama montano del tutto sconosciuto nei Paesi Bassi, e sono stati anche presi per la gola dalla imbattibile cucina italiana! Una mattinata al mare è bastata per arrostirli per bene e farli innamorare del clima mediterraneo.
Dopo aver fatto loro da guida per un tour veloce delle nostre terre, ci hanno chiesto come mai amassimo l'Olanda con tutto il ben di Dio che avevamo a disposizione. Purtroppo è la dura realtà, un paese bellissimo il nostro in cui però è sempre più difficile vivere e costruirsi un futuro. Un vero peccato.

Ed è così che il 23 Luglio mi ritrovo di nuovo su di un aereo diretta verso Eindhoven.
L'aereo è pienissimo essendo alta stagione, mi siedo vicino a due signori che parlavano mezzo italiano e mezzo olandese, talmente adattati al luogo dove vivevano che non si riusciva a capire se fossero originari dell'una o dell'altra nazione. A parte il fatto che cercavano in tutti i modi di rendermi partecipe delle loro conversazioni e tentavano di offrirmi la colazione, il viaggio è andato bene, dormendo per un'oretta abbondante coccolata dal mio inseparabile giubbetto di pelle.
Ad attendermi all'aeroporto come al solito c'era il mio ragazzo, che mi ha accolto abbracciandomi e riconsegnandomi la mia carta elettronica per i mezzi pubblici.
Non ho proprio trovato il clima che mi aspettavo, essendo infatti scesa dall'aereo vestita in versione spiaggia, mi sono ritrovata a morire dal freddo per gli scarsi 15 gradi e l'aria freddissima! Ma alla fine è solo questione di adattamento al luogo penso, basta solo dimenticarsi del caldo sofferto fino al giorno prima e godersi la frescura olandese.
Sul treno verso casa comincio a riapprezzare questa terra nordica in cui anche le piccole cose, come il wi-fi gratuito offerto ai passeggeri dei vagoni, ti fanno sentire coccolato e importante. Appena si accede alla pagina di accesso al wifi, si viene reindirizzati verso un'altra pagina che fornisce tutte le informazioni dei tempi di percorrenza del treno e di arrivo alle varie stazioni. Straordinario.

Da 23 Luglio 2011
Stavolta ci siamo attrezzati a dovere anche per portare facilmente le valigie a casa senza doverle trasportare a mano. La mente perversamente nerd di Stefano ha infatti partorito questo straordinario stratagemma:
Da 23 Luglio 2011

Da 23 Luglio 2011

Lasciate a casa le valigie, arriva il momento tanto atteso da me: andare a visitare la Kermis!
La Kermis di Tilburg è la fiera più grande del Benelux, contando dalle 230 alle 240 attrazioni disposte lungo circa 5 Km nel centro di Tilburg. Nel 2010 questa fiera ha compiuto ben 440 anni, e quest'anno la città ha richiesto all'ONU di riconoscere la Kermis patrimonio dell'umanità.
La Kermis è cresciuta di mezzo milione di visitatori negli ultimi 5 anni, contandone l'ultimo anno più di un milione e mezzo.
Qui in basso alcuni video che ho realizzato nell'euforia del momento che non rendono però giustizia all'enormità di cose da vedere e alla bellezza di questa maestosa fiera in cui la città si trasforma in un grande circo e sembra di essere tutti i giorni in un coloratissimo e allegro carnevale, anche quando piove.
Non badate ai miei commenti stupiti, non avevo mai visto giostre così grandi in vita mia, per di più nel bel mezzo dei palazzi cittadini!













giovedì 19 maggio 2011

19 Maggio 2011

Giovedì è come sempre il giorno di apertura settimanale fino a tarda sera dei negozi.
Così nel pomeriggio me la sono potuta prendere con più calma e concedermi un giretto per comprare qualche regalino da riportare in patria e siccome anche oggi il cielo era grigio e non prometteva bene, ad un certo punto ho ripiegato verso il museo naturale.

Ho chiesto un biglietto e mi hanno dato una guida per visitatori in inglese, un foglio stampato al pc con una spiegazione di quello che avrei visto nelle sale e il percorso da seguire.
Al piano terra oltre la reception c'era il bar e la Zona 00, divisa in due sale dove in una ci si poteva sedere comodamente sui divanetti e guardare un video introduttivo sulla flora e la fauna del brabante, dall'altra cominciava l'esposizione vera e propria. C'erano uccelli di ogni tipo, insetti, farfalle, roditori, crostacei, poi una sezione dedicata alle rocce e perfino dei feti di topolini!

Tutt'intorno alle bacheche dove erano esposti gli animali c'erano dei laboratori per far fare ai bambini alcuni esperimenti e insegnare in modo pratico, c'erano anche dei computer dove leggere informazioni sulle varie specie presenti nel museo, ma purtroppo era tutto in olandese e non ho potuto goderne anch'io. Salendo al secondo piano, in una vetrina erano esposte tutti i vari tipi di galline, poi una volta arrivata al piano superiore cominciava l'esposizione dedicata alla zona del Brabante e la sua evoluzione geologica e zoologica. C'erano un sacco di video e grafici, purtroppo tutti in olandese e quindi incomprensibili per me..Però ho guardato le figure si può dire, mentre vedevo come si era trasformata la terra dei paesi bassi durante le varie ere, i vari tipi di uccelli migratori che arrivano da ogni parte del mondo, gli animali simbolo della nazione (sicuramente le anatre sono tra questi) e così via.

C'era un altro spazio espositivo ma purtroppo chiuso, probabilmente per rinnovo. Così sono passata al secondo piano, che era interamente dedicato a "The Journey", il viaggio. "All exhibitions on this floor deal with a part of the journey of life. They are connected by a train that takes you to every 'station' of life" recita la mia guida cartacea. Appena si apre la porta dell'ascensore infatti mi ritrovo in un vagone di un treno, perfettamente ricostruito, con tanto di sedili in pelle, cestini, finestrini e tavolinetti. Per un attimo ho perso la cognizione dello spazio! C'erano varie vie da scegliere, appunto le varie stazioni da visitare. La prima si chiamava "Everything you always wanted to know about..."; dire che mi ha quasi scandalizzato è poco! Infatti il tema della prima sala erano le relazioni tra maschi e femmine delle varie specie, dal rituale di corteggiamento fino ai mesi di gestazione della femmina, i periodi di accoppiamento e così via. Fin qui nulla di male, fino a quando non metto i miei occhi in uno di quei marchingegni dove bisogna appoggiarsi ad una specie di binocolo e girare la rotellina a fianco per scorrere le immagini. Le foto erano tutte di animali intenti a riprodursi, dalla coccinella alle lumache fino ai maiali e i cavalli. Giro l'angolo, e mi ritrovo due leoni mastodontici nella bacheca in pose osé. Oh Perbacco!

Devo dire che vederli da vicino fanno veramente una gran bella impressione, per me che sono abituata a vedere felini della grandezza di una pochette, ritrovarmi davanti due micioni alti quanto me e altrettanto lunghi e grossi ha un certo impatto. Per di più, girandomi mi trovo un orso ancora più grosso che aveva l'aria di fissarmi.. Inutile dire che visitare un museo di storia naturale da sola e in piena solitudine mette un po' di inquietitudine!
Sono passata quindi velocemente e senza voltarmi alla seconda stanza, chiamata Trial and error. C'erano molti esemplari di scimmie esposti, e alcuni giochi dedicati credo sempre ai bambini che visitano il museo, dove tramite dei pulsanti da premere si richiedeva di risolvere dei quiz. Il tema di questa sala infatti era quello del gioco, e che dal gioco tutte le specie imparano lezioni importanti per la sopravvivenza.
La terza tappa si intitola "From here to there..", e tratta delle migrazioni. Non solo migrazioni di animali, ma veniva anche trattato il tema dei viaggi e degli spostamenti degli uomini, i quali secondo un grafico preferiscono muoversi in macchina per viaggiare. Anche qui c'era una gioco con cui mi sono spassata anch'io per un po', in quanto lo scopo era collegare alcuni personaggi famosi al loro paese di origine, il loro mestiere e dove vivevano.
In Survival invece era esposta una quantità enorme di uccelli, dal più piccolo passerotto al pappagallo, dall'aquila al condor, e persino una specie rara, l'aquila delle filippine, che ha rischiato l'estinzione tempo fa ma è stata salvata grazie al WWF. C'era anche un serpente a sonagli esposto in una bacheca, e da ogni lato lo si guardasse sembrava che ti stesse fissando..Brr..!
Infine l'ultima sala intitolata Exstinction è dedicata ai fossili e a ritrovamenti di scheletri. In particolare uno di questi è considerato il vanto del museo, uno scheletro di bisonte antico. Questi bisonti erano alti 2 metri al garrese ed avevano corna lunghe un metro ciascuna; si estinsero nel tardo Pleistocene.

Mentre ammiravo le conchiglie e i vari scheletri, mi sono sentita come nel film "una notte al museo". Ho fissato lo scheletro di bisonte e a quel punto mi aspettavo veramente che da un momento all'altro si animasse come il dinosauro del museo di storia! A quel punto ho pensato che potesse bastare il giro esplorativo e con passo lesto sono tornata all'ascensore!

Devo dire che il pomeriggio è stato veramente proficuo! Saluto la signora alla reception ed esco, trovandomi però sotto la pioggia fitta.
Per fortuna non ho visto ancora mai un temporale forte, la pioggia cadeva fitta ma leggera, e per fortuna avevo con me il K-way. Lo indosso velocemente, slego la bici ed asciugo il laghetto che si era formato sulla mia sella. Ora capisco a cosa servono quelle specie di copertine per selle che vedo spesso sulle bici lasciate in strada! Con il cappuccio che non mi faceva vedere più in la del mio naso, comincio a pedalare verso casa. Tutti quelli che incontravo per strada sembravano non curarsi della pioggia che scendeva incessante, erano tutti senza ombrello, senza alcuna protezione, eppure pedalavano tranquilli e chiacchieravano tra di loro. Si vede proprio che sono una straniera eh?! L'ultima volta che mi è capitato di bagnarmi sotto la pioggia mentre ero in bici credo risalga all'adolescenza, mentre ero uscita per una passeggiata ed il tempo era peggiorato in pochissimi minuti. Tornata a casa mi sono subita una ramanzina epica da mia madre perché ero tornata zuppa come un pulcino!
Comunque aggiungiamolo alla lista delle cose che non potevano mancare di fare in Olanda: andare a spasso in bici per le vie di Tilburg sotto la pioggia è un'esperienza che va fatta!
Nonostante il cappuccio non mi facesse vedere la strada, riesco a tornare a casa! Ma la pioggia dura poco, e un'oretta dopo è già bel tempo. Torna Stefano da lavoro e ce ne andiamo a fare un giro per negozi, visitandone uno nuovo vicino il lidl dove abbiamo comprato un paio di cuscini nuovi per il nostro letto, in quanto quelli che avevamo erano di quelli semplici e a noi danno fastidio. Tra l'altro vorrei far notate che qui non esistono le lenzuola, ma usano solo un copripiumino con federe e lenzuolo con angoli proteggi materasso. Boh?! Ancora devo capire come fanno d'estate, useranno il copripiumino vuoto? Mistero, noi intanto le lenzuola le abbiamo fatte arrivare dall'Italia!
Abbiamo preso anche altre cose che ci servivano per la casa, per un prezzo super modico, Stefano mi ha anche regalato un mouse che avevo visto e mi era piaciuto, e poi siamo andati al lidl.

Avevamo visto che nelle offerte della settimana c'era un mobiletto preciso per lo spazio della parete rimasta vuota.
Per portarlo a casa lo abbiamo legato alla bici con gli elastici, sembrava un aereo!
Siamo dovuti ovviamente tornare a casa a piedi, il mobiletto pesava troppo, poi una volta saliti a casa mentre io preparavo la cena Stefano lo ha subito montato.
Da 19 Maggio

Finalmente la tv ha un suo posto! Per la prima volta da quando Stefano ce l'ha in casa l'abbiamo accesa, grazie alla mia insistenza nel voler vedere la tv olandese. Ebbene, abbiamo scoperto non solo che anche la tv è per la maggiorparte in inglese, in quanto i programmi vengono lasciati in lingua originale, ma che si vedeva anche national geographic! Inutile dire che alla fine dovevamo andare a dormire ma Stefano era rimasto impalato a guardare un programma su quel canale e non c'era verso di staccarlo dallo schermo!