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mercoledì 28 dicembre 2011

Het Spoorwegmuseum

Durante il giorno della vigilia di Natale ci siamo fatti una bella gita ad Utrecht, capoluogo dell'omonima provincia e quarta città dei Paesi Bassi per numero di abitanti.
Così, armati delle nostre inseparabili bici richiudibili, abbiamo preso i soliti modernissimi e comodissimi treni olandesi per arrivare nel primo pomeriggio in città.
Quello che non avevamo messo in conto è stato l'imbarazzante momento in cui, raggiunta la stazione di Utrecht, abbiamo speso un ora abbondante alla ricerca dell'uscita...
Da Spoorweg Museum, Utrecht, Museo dei Treni
Lo so, raccontarlo fa venir da ridere anche a me, ma la verità è che ci siamo completamente persi nella stazione...
Superata la piazza con i tabelloni degli orari dei treni, ci inoltriamo in una rete di corridoi pieni di negozi e vetrine, e più andavamo avanti e più gli incroci si facevano intensi e della via d'uscita nemmeno l'ombra. Abbiamo dovuto chiedere aiuto per capire da che parte dovessimo dirigerci...
Insomma, collegato alla stazione c'è un mega centro commerciale (e anche molto trafficato), e per uscire bisogna attraversarlo tutto fino in fondo e scendere le scale mobili fino al piano terra.
Dopo aver sudato 7 camicie finalmente riusciamo ad intravvedere la luce del sole, e ci dirigiamo verso il centro città con sollievo.
Da Spoorweg Museum, Utrecht, Museo dei Treni
Orientarsi ad Utrecht a differenza della sua stazione è semplice, perché la torre del duomo (Domtoren) è il riferimento più importante della città. Con i suoi 112 metri d'altezza è l'edificio più alto dei Paesi Bassi e nelle giornate di bel tempo da esso è possibile vedere Amsterdam, che si trova ben 35 km verso nord. Certo, per arrivare in cima c'è bisogno di parecchio allenamento, visto che la torre possiede ben 465 scalini!
La maggior parte delle costruzioni del centro risalgono all'epoca in cui il paese era una grande potenza coloniale, intorno al 1300, si può quindi ammirare in tutto il suo splendore lo stile gotico di edifici ed abitazioni.
Da Spoorweg Museum, Utrecht, Museo dei Treni
Nascosto dall'imponente torre si trova l'altrettanto massicio duomo (Domkerk), il quale un tempo costituiva un pezzo unico con essa, ma furono separati a causa di un tornado che colpì la cattedrale intorno la metà del 1600.
Da Spoorweg Museum, Utrecht, Museo dei Treni
Finito il giro esplorativo ci dirigiamo verso il museo delle ferrovie. Chiamarlo museo è veramente ristrittivo, è più un paese delle meraviglie.
Il viaggio parte già all'ingresso della Malibaan Station, una vecchia stazione del 19esimo secolo ristrutturata che oggi ospita la biglietteria del museo, ma sembra già di tornare indietro nel tempo.
Chiediamo informazioni per l'ingresso e ci dicono di attraversare i binari per raggiungere un altro edificio. In realtà l'esposizione inizia già subito dopo aver varcato la soglia, alcuni vagoni e locomotive sono esposte lungo uno i binari morti, ma abbiamo dovuto attraversarne anche uno con il passaggio a livello per i pedoni, perché attualmente utilizzato, per giungere all'entrata principale!
Da Spoorweg Museum, Utrecht, Museo dei Treni
Sarà che adoro i treni, ma a questo punto ero già al settimo cielo.
Entriamo nel museo e ci viene consegnata la mappa delle aree da visitare: non c'è niente da fare, agli olandesi piace fare le cose in grande e sanno come far rimanere a bocca aperta i visitatori.
Het Spoorwegmuseum è diviso in quattro mondi: il mondo delle vecchie locomotive, carri e carrozze, quello dei mostri d'acciaio dove si fa un salto nell'epoca dei primi treni del '900, il mondo del laboratorio dove è possibile vedere come si riparavano i treni, attrezzi e materiali di ricambio, e persino un viaggio nel tempo tra le case di una città mineraria inglese.
In un'area separata dai grandi stanzoni c'è anche teatro interattivo dove vengono rappresentate scenette in continuazione, sfortunatamente in olandese.
Ho avuto anche un'esperienza terrificante mettendomi in fila insieme ad altre persone senza sapere che mi sarei ritrovata su di un vagone delle montagne russe...
Il vagone viaggiava in un ambiente completamente buio e sfrecciava a tutta velocità verso il faro di un treno che fischiava e sembrava avvicinarsi con brutte intenzioni...Poi il vagone inchiodava e una voce in olandese si metteva a spiegare qualche aneddoto su le scenette che a mano a mano venivano illuminate durante il percorso, ma che ovviamente non sono in grado di raccontare perché non ho capito un tubo, e anche se l'avessi capito a quel punto ero troppo indaffarata a ridere istericamente e ad aggrapparmi con tutte le mie forze al braccio di Stefano che mi stava affianco...Si lo so, sono una fifona!
La visita delle locomotive e delle carrozze è stata illuminante, si poteva salire e provare il viaggio dei primi passeggeri che avevano la fortuna di spostarsi con questi mezzi, o giocare al capotreno che inserisce il carbone nella locomotiva
Mi ha affascinato un sacco vedere com'era fatto un vagone del servizio delle poste olandesi... Con le sacche di juta appese alle pareti, piene di lettere, e poi divise in cassettine per ordinarle in attesa della consegna...la mia mente era già partita a fantasticare le avventure dei postini dell'epoca.
E che dire del workshop dove si riparavano i pezzi di treni rotti o in manutenzione...ricercato in ogni minimo dettaglio! (le tendine...!!!)
Da Spoorweg Museum, Utrecht, Museo dei Treni
Il viaggio nel tempo nonostante penso si dovesse visitare come primo mondo, noi lo abbiamo visitato alla fine, avendo girato un po' a caso.
Per fortuna prima di entrare nella macchina del tempo gli addetti ci hanno consegnato delle cuffiette per il tour audio in inglese; meno male, finalmente capiamo qualcosa anche noi! Ci fanno entrare insieme ad altre 4 persone in un minuscolo ripostiglio di legno, il quale una volta chiusa la porta inizia a ballare e fare strani suoni...Un orologio appeso alla parete inizia a far tornare indietro gli anni, fino al 1800. Una volta fermatosi, la porta della macchina del tempo si apre e ci ritroviamo in un villaggio minerario inglese. La voce guida spiega che qui è stata costruita la prima locomotiva a vapore dei Paesi Bassi. Il viaggio ci porta ad esplorare il villaggio e i posti dove la locomotiva è stata progettata e costruita, ed è veramente coinvolgente ed istruttivo, oltre che divertente. Di sicuro un ottimo modo per far apprezzare i musei ai bambini, e anche agli adulti!
Da Spoorweg Museum, Utrecht, Museo dei Treni
Terminato il percorso audio-guidato, ci ritroviamo davanti alla stazione del villaggio, con la famosa locomotiva a vapore.
Da Spoorweg Museum, Utrecht, Museo dei Treni
Essendo la vigilia di Natale, ovviamente era presente all'interno del museo una pista di pattinaggio sul ghiaccio per grandi e piccini, con tanto di locomotiva nel mezzo (la pista sul ghiaccio non manca mai in ogni posto olandese che si rispetti). Avendo girato per più di due ore e mezza tra le carrozze, ci rilassiamo un attimo prima di ripartire prendendoci qualche pancake ad uno degli stand all'ingresso e ci facciamo un giro anche nel negozio di souvenirs, pieno di giocattoli a forma di trenini e simili.
Da Spoorweg Museum, Utrecht, Museo dei Treni
Per chi sta già facendoci un pensierino, avverto che il prezzo del biglietto è di quasi 15 euro, ovviamente ben spesi e senza pentimento, ma come ripeto già da un paio di post, se avete intenzione di visitare molti musei in giro per l'Olanda potrebbe essere una buona idea munirsi di museumkaart. Noi siamo entrati gratuitamente, e solo questa visita ci ha ripagato un quarto del valore della museumkaart (ed in nemmeno un mese abbiamo riguadagnato i soldi spesi per essa in visite di musei gratuiti). Proprio un bell'affare!
Da Spoorweg Museum, Utrecht, Museo dei Treni
Ancora non capisco come sia possibile che le giornate passino così in fretta quando siamo in giro per i Paesi Bassi, sarà che siamo iper curiosi e ci fermiamo ad ammirare ogni sciocchezza, fatto sta che usciti dal museo era già ora di tornare verso casa. Ma torneremo sicuramente anche ad Utrecht, stavolta calcolandoci il tempo necessario per uscire dalla stazione!

lunedì 21 novembre 2011

Amsterdam

Finalmente siamo riusciti ad organizzare una giornata dedicata all'esplorazione di Amsterdam!
Arrivati in stazione alle 9 e fatta tappa a Den Bosch, abbiamo viaggiato comodamente, con le biciclette richiudibili al seguito, nel treno a due piani che fa tappa anche ad Utrecht. Ci sono volute circa due ore di viaggio per arrivare, ma una volta scesi dal treno si poteva leggere sulle nostre facce la profonda soddisfazione di essere finalmente nella capitale!
La prima cosa che ovviamente salta all'occhio è l'imponente stazione centrale costruita in stile neogotico...pensare che è stata edificata su un'isola artificiale e che poggia su più di 8.000 pali dà veramente dell'incredibile. A partire dal 2013 è in progetto un'operazione di ristrutturazione dell'intera zona circostante che farà vantare alla stazione centrale il titolo di World Class.

Da Amsterdam 20-11-11
Il primo dovere di ogni turista appena si arriva in una nuova città è cercare l'ufficio infomazioni turistiche; la seconda cosa da fare per un turista a cui serve una mappa del centro, ma all'ufficio informazioni chiedono un polmone in cambio, è ingegnarsi!
Arrivati al VVV (questa è la sigla degli sportelli di info turistiche in Olanda) ci accorgiamo che i prezzi per cartine e guide erano veramente alle stelle, considerando che nelle altre città che avevamo precedentemente visitato le mappe ce le avevano sempre regalate o fatte pagare al massimo un euro o due. La soluzione è stata semplice: all'interno delle stazioni c'è sempre una postazione dove è possibile stampare mappe gratuite con le indicazioni per arrivare in un certo luogo. E' bastato scrivere un generico "da Stazione Centrale a Piazza Dam" per avere gratuitamente la cartina di tutto il centro stampata a colori!
Da Amsterdam 20-11-11
In sella alle nostre bici cominciamo l'esplorazione della città. Già dopo aver fatto 10 metri è palese che mezza Italia si trova riunita ad Amsterdam, sia dal fatto che in giro non si sente parlare altra lingua che l'italiano, sia dal nervosismo degli olandesi in bici che si vedevano invadere le loro preziose piste ciclabili da ondate di pedoni sperduti, ma forse ormai nella capitale ci sono abituati, con le loro faccie scocciate e le mani continuamente incollate ai campanelli delle biciclette per far spostare gli odiosi turisti maleducati...Dopo un po' che vivi in Olanda ti cominci a sentire in colpa quando ti vengono quegli inrefrenabili istinti di non rispettare le regole ed attraversare per esempio una strada deserta senza che abbia scattato il verde...
Da Amsterdam 20-11-11
Amsterdam è un vero e proprio porto di mare, gente che viene, gente che va, vie pienissime dove non si riesce nemmeno camminando a piedi di attraversarle, figuriamoci in bicicletta.
Piano piano riusciamo ad uscire dall'orda che circonda i paraggi della stazione e ci dirigiamo alla prima tappa del nostro percorso: De Wallen, meglio conosciuto come quartiere a luci rosse. In realtà Amsterdam ne possiede ben tre di quartieri di questo genere, ma quello che si trova a ridosso del centro cittadino è il più famoso, nonché una delle parti più antiche della città.
Per la strada troviamo affiancati decine di coffee shop e sexy shop, la particolarità di questi ultimi è che hanno vetrine anche molto appariscenti che espongono i prodotti in maniera del tutto naturale. Fa strano ritrovarsi in uno scenario così disinibito, non è una cosa che capita spesso di vedere, anzi, i sexy shop si trovano sempre ben nascosti e sono sempre molto discreti all'esterno.
Da Amsterdam 20-11-11
Inoltrandosi sempre di più all'interno del quartiere, lo scenario si fa sempre più ripetitivo, arrivando a scorgere solo sexy shop e coffe shop. Poi si arriva alla Oude Kerk, "chiesa vecchia" in olandese, la più vecchia chiesa parrocchiale di Amsterdam. La chiesa venne costruita su un cimitero, e i cittadini locali continuarono ad essere sepolti nel sito che confina con la chiesa fino alla fine dell'800. Sono presenti 2.500 tombe nella Oude Kerk, sotto la quale sono sepolti 10.000 cittadini di Amsterdam, tra cui importanti figure olandesi.
Trovarsi escort in vetrina proprio intorno al perimetro di questo luogo di culto devo dire che turba un po'.
Comunque, continuando il giro, arriviamo alla strada centrale del red light discrict, dove sono presenti ancora prostitute in vetrina, vari cinema a luci rosse, sexy shops, bordelli, bar gay, il museo dell'erotismo (mentre quello del sesso si trova lungo la via di fronte alla stazione), e ancora altri coffee shop.

Da Amsterdam 20-11-11
Il nostro giro turistico prosegue lungo i canali e i vari ponti del quartiere, non avendo molto tempo a disposizione decidiamo di dare un'occhiata generale alla città per poi gustarci più avanti con la dovuta calma i vari musei e attrazioni.
Ci dirigiamo quindi verso Piazza Dam, la piazza più famosa piazza di Amsterdam situata nella cosiddetta zona nuova. Capiamo di star uscendo dal quartiere a luci rosse e di avvicinarci al centro quando invece dei sexy shop cominciamo a trovare negozi di souvenir e pubblicità di pacchetti turistici per la visita della città in autobus o in nave lungo i canali!
Da Amsterdam 20-11-11
La prima cosa che notiamo arrivati in piazza è il monumento nazionale in onore dei caduti della seconda guerra mondiale, un obelisco di 22 metri di altezza che si trova in una delle due metà della piazza, divisa dalla carreggiata e dalla linea del tram (è la famosa via Damrak, che collega la piazza alla stazione). Allungando lo sguardo, dall'altro lato della piazza spicca l'imponente palazzo reale, dalla storia molto interessante. Inizialmente infatti era il municipio cittadino, fu Napoleone a trasformarlo nel suo palazzo privato quando conquistò la città. Ora è uno degli edifici utilizzati dalla regina e la famiglia reale per ricevimenti ed eventi quali il capodanno e per visite di stato.
Accanto al palazzo reale si trova la Nieuwe Kerk, la chiesa nuova, eretta per soddisfare l'aumento della popolazione cittadina. In questa chiesa sono stati incoronati i sovrani olandesi, ma oggi non è più adibita a funzioni religiose ed ospita delle mostre temporanee a tema. 
Da Amsterdam 20-11-11
La piazza è piena di artisti di strada e musicisti, attenzione però a cercare di scattare foto alle statue viventi, potrebbero chiedervi dei soldi per farsi immortalare. Uno dei musei più famosi di Amsterdam si trova proprio al lato di Piazza Dam, ed è il Madame Tussauds Scenerama, gergalmente chiamato museo delle cere. Il museo si trova al piano superiore del palazzo con al piano terra grandi magazzini, e possiede copie in cera di numerosi personaggi famosi, tra cui anche repliche dei reali olandesi. All'ingresso la fila di persone che attendevano di visitarlo era veramente spaventosa, non saprei proprio immaginare la durata dell'attesa per comprare un biglietto d'ingresso.
Da Amsterdam 20-11-11
Prima della pausa per il pranzo ci immergiamo nel corso parallelo alla piazza facendoci un bagno di folla e concludendo anche qualche buon affare in una delle tante boutiques presenti lungo la via. Passeggiando lungo il corso non si può fare a meno di sentire un irrefrenabile impulso allo shopping, perché ce n'è veramente per tutti i gusti, dalla marca più famosa e riconosciuta a quella più underground e di nicchia.
Da Amsterdam 20-11-11
Arrivati ad una certa ora, cominciamo a sentire un certo languorino e ci sediamo su una panchina sul Torensluis, il ponte originale più antico dei tanti che attraversano i canali di Amsterdam. E' anche il ponte più ampio con i suoi 39 metri di larghezza, il suo nome significa “Torre della Chiusa”, in riferimento alla porta cittadina che un tempo ospitava. Vicino alle panchine dove ci siamo seduti per riposarci è presente la statua di bronzo di uno scrittore olandese, Multatuli.
Da Amsterdam 20-11-11
Mentre mangiamo il nostro pranzo al sacco, osservo i più svariati tipi di persone che passeggiano per il centro in una giornata nebbiosa come quella. C'è il turista che chiede al passante di turno di fargli una foto con lo sfondo da cartolina (che poi uscirà solo grigio per via della nebbia è un altra storia), il gruppo attrezzato con zaini in spalla e cartina in mano, e poi la signora con la bici e la borsetta nel cestino che va a fare shopping, e la famigliola tutta in bici con bimbi al seguito, che se sono troppo piccoli basta avere la bici attrezzata, li mettono nel carrettino e via tutti contenti a fare un bel giro. 
Da Amsterdam 20-11-11
Risalendo in bici proseguiamo la nostra esplorazione verso il quartiere Jordaan, dove incontriamo le famose houseboat. Le case galleggianti sono famose in tutti i Paesi Bassi, ma Amsterdam ne detiene il record contandone ben 2500. In una houseboat troviamo tutto quello che ci si aspetta da una comune casa, bagno, cucina, salotto, camera, la differenza è solamente quella di abitare sopra la superficie dell'acqua e vedere dalla finestra altre imbarcazioni navigare lungo i canali. Per chi vuole provare l'esperienza di dormire in una casa galleggiante esistono diverse soluzioni per i turisti, che possono affittare una camera in una delle tante adibite a bed & breakfast. Noi ci stavamo facendo un pensierino per la nostra prossima visita in città.
Per chi soffre il mal di mare invece può sempre consolarsi con il museo delle houseboat, praticamente una casa galleggiante aperta ai curiosi.
Da Amsterdam 20-11-11
In questo quartiere si trova anche la casa di Anne Frank, dove lei e la sua famiglia si nascosero durante la seconda guerra mondiale e lei scrisse il suo famossisimo diario, che è esposto all'interno del museo. Purtroppo non abbiamo fatto in tempo ad arrivarci visto che nel pomeriggio la nebbia si era alzata ancora di più e iniziava a fare molto freddo, per cui le condizioni metereologiche ci hanno costretto alla ritirata verso un posto più caldo e accogliente.
Inizialmente l'idea era di visitare un posticino rinomato che si trova proprio nelle vicinanze del quartiere, The Pancake Bakery, un locale dove servono solo pancake ma di tutti i tipi possibili ed immaginabili. 
Arrivati all'ingresso del "ristorante" però notiamo che era molto affollato e nessuno dei due aveva una gran voglia di mangiare, così rinunciamo all'angolino caratteristico e optiamo per un giro ai grandi magazzini.
Il Magna Plaza è uno dei grandi centri commerciali situati vicino Piazza Dam, insieme al Bijenkorf che si trova proprio adiacente ad essa. Il Magna Plaza è un lussuoso edificio di 2 piani con tanto di piano sotterraneo, elegante e pieno di negozi di alta moda, da Lacoste a Coccinelle e tanti altri. Ci sono anche negozi di scarpe e piccole boutique, alcuni negozi di oggettistica varia, uno di swarovski, alcuni spazi per artisti di interior design, e all'ultimo piano un bel pub dove sorseggiare caffè ristretto stile italiano (almeno così dicono).
Da Amsterdam 20-11-11
Si è fatto ormai notte ed è ora di tornare a prendere il treno per tornare a casa. Sulla strada del ritorno visitiamo il quartiere cinese di Amsterdam: come ogni grande città, anche questa ha la sua China Town. Proprio dietro il quartiere a luci rosse, nello Zeedijk, le vie cambiano aspetto e si colorano di lanterne rosse e insegne con ideogrammi. Anche la popolazione dagli occhi a mandola diventa molto più numerosa guardandosi intorno, e per le strade si trovano ristoranti cinesi e negozi orientali ad ogni angolo. So che nel quartiere inoltre è presente anche un tempio buddista.
Alle sei la nebbia è talmente fitta che non si riesce a vedere un palmo dal naso, ma riusciamo lo stesso a raggiungere la stazione e a rimetterci in cammino per Tilburg. Ci aspettano due lunghe ore di treno.

Abbiamo visto pochissimo della capitale olandese, ma girando per le vie del centro posso sicuramente dire che nonostante la città sia caotica come ogni grande metropoli, girare in bici è stato un vero piacere, la vita è palesemente diversa da quella che si conduce nelle città più tranquille come quella dove viviamo noi nel sud dei Paesi Bassi, ma nonostante tutto penso sia migliore di tante altre grandi città (penso al caos di Roma o Milano per esempio, è un mondo del tutto diverso, non penserei mai di girare per Milano in bici a meno che non abbia istinti suicidi).
I canali con le storiche case sono assolutamente da esplorare sia a piedi che in barca, come da gustare sono i vari quartieri cittadini con varie conformazioni e caratteristiche tutte differenti tra loro.
Ovviamente ci sarebbe ancora tanto altro da scrivere su Amsterdam, ma ci tornerò con calma più avanti, quando la conoscerò un po' meglio, d'altronde questa è stata soltanto una semplice toccata e fuga.



La prossima volta che faremo un salto città io e Stefano ci concentreremo soprattutto sulla visita dei musei, che ad Amsterdam sono più di sessanta e sulle tematiche più disparate, tra i più famosi ricodiamo il Van Gogh Museum, il Rijksmuseum dedicato all'arte olandese e lo Stedelijk Museum, il museo dell'arte moderna.   Ce ne sono veramente molti che varrebbero la pena visitare, come la casa di Anna Frank, il museo scientifico Nemo, il sovracitato museo delle cere Madame Tussaud, il Tropenmuseum, il museo di oggetti insoliti, e ancora la fabbrica Heineken dove è possibile compiere l'esperienza Heineken, il museo del sesso, quello sulla fotografia, il Fashion Museum, la casa di Rembrandt, il Diamant Museum, e addirittura il museo dedicato ai gatti. Elencarli tutti è davvero troppo impegnativo, ma se avete tanto tempo da spendere ad Amsterdam sicuramente non avrete tempo di annoiarvi.

Un consiglio per chi come me ama visitare i musei è quello di procurarvi un pass come I Amsterdam City Card, che vi permette l'ingresso in tutti i musei aderenti all'offerta, fare gite in barca e usufruire anche del trasporto pubblico gratuitamente per un periodo di 24, 48 o 72 ore a seconda del tipo di card che avete scelto e pagato. Non è nient'altro che un pacchetto turistico, che potete acquistare in uno dei musei aderenti all'iniziativa o negli uffici turistici VVV, e se non sbaglio anche in stazione o direttamente in internet.
Noi che viviamo qui invece abbiamo scelto di fare un altro tipo di carta, la Museumkaart, che ha valenza annuale e ci permette di visitare gratuitamente e ogni volta che lo si desidera più di 400 musei in tutto il paese. Può essere acquistata anche questa nei musei ma anche online, a noi è arrivata comodamente a casa dopo un paio di giorni via posta prioritaria.

Spero di poter parlare presto della mia esperienza ad uno dei tanti musei che citati sopra :)

venerdì 20 maggio 2011

20 Maggio 2011

Ultimo giorno in quel di Tilburg, prima del ritorno in patria. Fortunatamente era una bella giornata, così, in piedi già alle 7 e mezza, dopo aver fatto con calma colazione (tanto i negozi non aprono prima delle 9), mi preparo per uscire e salutare la città a cui già mi sono affezionata.
Mentre mangio un muffin accendo la tv, stavano dando i cartoni per i bambini. Su un canale c'era la copia olandese di quel cartone che trasmettono anche in italia, Dora l'esploratrice, dove tutta l'animazione si ferma per aspettare che i bambini davanti alla tv ripetano quello che dice la protagonista.
La differenza sostanziale tra Dora e quello che stavo guardando, è che non so per quale motivo il cartone, che parlava olandese, insegnava parole cinesi. La protagonista infatti è una principessa cinese, e in una puntata stava insegnando ai bimbi olandesi come si dicesse neve e slitta in cinese. "Lo sapevi, ciao in cinese si dice Nihao! ripeti con me: ni hao!"
Bhè, sicuramente è meglio l'uso di questo tipo di cartone per insegnare una lingua straniera che far parlare i bambini con la tv senza motivo!
Tornando ai fatti della giornata, innanzi tutto dovevo spuntonare dalla to-do-list delle cose che mi aveva lasciato scritte Stefano prima di andare al lavoro: comprare un set di brugole e cacciaviti, birra rossa heineken (se vi state chiedendo da dove esce fuori, la birra rossa della heineken non viene esportata fuori dai confini olandesi, ed è buonissima!), frutta e qualcosa per la cena.
Fuori dal portone di casa alle 9, comincio il mio viaggio verso i vari negozi del centro; durante il giro di shopping sbuco davanti al negozio di costumi e travestimenti, morivo dalla voglia di andarci da settimane ma non ero mai riuscita a beccarlo aperto. Così mi faccio un giro all'interno del negozio, che ha uno spazio tutto dedicato alle parrucche, un altro ai trucchi e lenti a contatto, un altro ancora agli accessori e ai costumi. E' fornitissimo e la tentazione di non uscire a mani vuote da li dentro è stata fortissima! Se volete sbavare un po' insieme a me, il negozio ha anche un sito internet che è www.defeestspecialist.nl
Già che ero vicino a shouwburg promenade, una galleria di negozi, decido di farmi una passeggiata. Dalla vetrina di un negozio scorgo una canottiera nera con un tribale da uomo. Dev'essere mia! Entro e la compro subito come regalo per Stefano, anche perché ne era rimasta solo una!
Poi riprendo la bici e continuo il giro per il centro. Arrivo in un negozietto chiamato euroland, dove c'erano tanti oggetti per la casa a poco prezzo, e svaligio il negozio!
Poi essendo passato mezzogiorno ormai cominciavo a sentire un buco allo stomaco, così quando sono passata davanti al fast-food non ho resistito, ho comprato un kip burger. Il panino ha una cotoletta di pollo all'interno, più l'insalata che qui usano la iceberg che è una delle mie preferite insieme alla belga e la salsa cocktail. Buonissimo, anche se non è uno dei pasti più sani che si possa fare, ma al diavolo, è il mio ultimo giorno!
Una volta soddisfatto il palato sono andata al supermercato per fare la spesa alimentare, per poi tornare a casa con le borse della bici stracolme dopo tutte le spese della mattinata.
Mentre mi riposavo un po' sorseggiando un multivitaminico ho riacceso la tv, dove stavolta davano un programma inglese di cucina. Il buffo è che stavo guardando una signora che parlava inglese, con i sottotitoli olandesi, che preparava cibo messicano. Evviva la globalizzazione!
Non erano nemmeno le 2 e mezza quando mi rimetto il mio fido cappello (per proteggermi dal vento più che dal sole) e riparto alla volta degli altri musei che mi rimanevano da visitare: quello d'arte contemporanea e quello tessile.
Per arrivare al primo museo ho dovuto superare una rotonda, la mia prima rotonda con pista ciclabile annessa! Che forza!

Arrivata al museo la receptionist mi dice che il biglietto è scontato della metà in quanto una parte del museo era chiuso per allestimento di una nuova mostra. Così pago solo 3 euro ed entro.

La prima opera che ammiro è stato un quadro di Bill Viola in slowmotion, di un incontro tra due donne durato in realtà pochi secondi, ma trasformato in un quasi immobile video di minuti e minuti. In realtà mi ha colpito molto e sono stata per quasi dieci minuti ad osservarlo.

Altre opere che mi hanno colpito sono state la stanza verde di Marien Schouten, il Wolfgang Laib, un corridoio stretto ed illuminato solo da una piccola lampadina in fondo dove si sentiva un profumo di cera d'api, dove devo ammettere che mi ha dato una sensazione di claustrofobia imminente, e poi un altro corridoio del tutto buio dove bisognava aggrapparsi ad una ringhiera per seguire il percorso che dopo aver preparato gli occhi all'ambiente sbucava in una stanza dove c'era un effetto di prospettiva dato da un'istallazione luminosa che faceva sembrare la stanza molto più ampia di quello che fosse, infatti poi riuscendo ad arrivare a testoni a metà di quella che sembrava la larghezza del posto mi sono ritrovata un muro davanti a me, scoprendo che non era altro che un effetto ottico.

Purtroppo non ricordo molti nomi degli artisti che ho visto, sicuramente la parte fotografica del museo mi è piaciuta molto ed ho apprezzato ogni singola opera degli artisti presenti. I quadri contemporanei invece sono pochi ad avermi colpito, più che altro perché ancora non riesco a capire come si faccia a definire arte una tela interamente monocromo o al massimo con un paio di striscie colorate in mezzo...boh, io non ci vedo proprio un bel niente, nemmeno lo sforzo di voler fare un bel quadro secondo me!
Invece nonostante la semplicità mi è piaciuta molto l'idea di un artista che ha usato interamente piastrelle di ceramica per le sue opere, perché secondo lui richiamano molti aspetti a noi conosciuti, dal più pacchiano rivestimento per le case alla pulizia, alla sterilità, e così via. Ho adorato il concetto!
Ho visto anche la pila di piatti di Robert Therrien, alta quasi due metri, purtroppo però le altre opere si trovavano nella sezione chiusa per allestimento e non era possibile visitarle. Io ero andata apposta per lui, uffi!
Mentre visitavo il museo, che nonostante avesse un ala chiusa era comunque enorme, era arrivato un pullman con una scolaresca, la quale girava in maniera sparsa per il museo. Solo più tardi ho notato che ogni studente aveva con se un foglio con dei compiti da svolgere, e ogni studente sceglieva un opera d'arte tra quelle presenti per cercare di riprodurla sul foglio. Molti erano sdraiati a terra intenti a disegnare, altri sui divanetti, chi girava per il museo prendendo appunti, l'ho trovata un'esperienza molto formativa per loro, invece di seguire una noiosa guida che racconta vita, morte e miracoli di ogni singolo quadro appeso.

C'erano anche delle sculture bellissime che mi hanno affascinato molto, come i Große Geister di Thomas Schütte, grandi spiriti, nella foto sopra.
Dopo aver visitato anche la sala dei progetti dove veniva proiettato un video su dei bambini che davano le loro impressioni su un quadro di van gogh, riprendo la via per il prossimo museo, quello tessile.

http://castleoffashion.blogspot.com/2010_09_01_archive.html
Anche qui chiedo un biglietto e mi viene consegnata una mappa del museo. Anche questo percorso è stato interessantissimo, partendo dalle antiche macchine per filare la lana, si arriva al laboratorio dove sono presenti tutte le macchine più moderne per produrre tessuti di ogni tipo. C'era anche una macchina che stampava su tessuti, e una sezione dedicata alla produzione di tappeti.

http://hildadeschutter.blogspot.com/2009/11/audax-textile-museum-tilburg.html
La biblioteca purtroppo era chiusa, ma al primo piano c'era un'altra sala con cimeli storici della storia dell'industria tessile della zona. Purtroppo anche questo museo, come quello naturale, aveva le didascalie scritte soltanto in olandese. Tornando al piano terra, superato il negozio dove vengono venduti i tessuti prodotti nel textil lab del museo, e direi anche a carissimo prezzo, si arriva ad una sezione dedicata alle lavanderie. Vengono descritte le varie tecniche di lavaggio dai tempi antichi in cui si lavavano i panni al fiume, fino alle lavanderie industriali dei nostri tempi, di cui ce n'era una riproduzione proprio all'interno del museo. Credo che sia anche in funzione, in quanto ho letto dei prezzi in uno dei volantini appoggiati vicino alla vetrina. Procedendo lungo lo stesso corridoio dove c'erano altri oggetti legati alla lavanderia, si arriva ad una sala piena di telai di ogni tipo e di ogni epoca.
Si erano fatte ormai le cinque, ora di chiusura, così mi avvio all'uscita per ritornare a casa.
Pensando di prendere solo un'altra strada parallela a quella fatta in precedenza, proseguo per un viale alberato, imbattendomi anche in una chiesa enorme. Ad un certo punto arrivo in una grande strada, che però non era la stessa della stazione. A quel punto comincio ad insospettirmi e guardando i cartelli mi accorgo di essere andata più a nord anziché essere tornata a sud della città. Faccio marcia indietro e ritorno sui miei passi, ma eccomi che di nuovo per la strada vengo attirata da un altra scoperta: un mega parco proprio nel bel mezzo del cammino!
Da 20 Maggio 2011
Mi fermo per ammirare la bellezza di quel parco, dove ovviamente non mancava il solito bellissimo laghetto con le anatre e i loro piccoli.


Oltrepassando il ponticello, si raggiunge l'altra parte del parco pieno di giochi per bambini, tra cui una di quelle giostre di cavalli di cui vado pazza dai tempi di Mary Poppins!


Mi spiace solo aver trovato questo parco troppo tardi, ma la prossima volta che tornerò sarà il primo posto dove verrò per un bel picnic!

Tornando per la via di casa mi fermo di nuovo al supermercato per comprare altri viveri, non per me ma per fornire qualche scorta di riserva a Stefano che così avrà sempre qualcosa in casa da mangiare anche se non ci sarò più io a fare la spesa!

Dopo una veloce doccia comincio a preparare la cena mentre Stefano rientra a casa. Ma non è stata una lunga permanenza nell'ovile la nostra, infatti alle 9 eravamo di nuovo in bici, meta: il cinema!
Il cinema di Tilburg è ancora più bello di quello di Den Bosch dove eravamo stati la settimana prima. Pathè ha moltissime sale in tutti i Paesi Bassi, e i film sono tutti in 3D IMAX, una nuova tecnologia che rende il 3D migliore.
Dopo aver parcheggiato le bici nel parcheggio custodito in centro, compriamo due biglietti, scoprendo solo più tardi che le sale hanno dei posti speciali, ovvero poltroncine per due! Se lo avessimo saputo le avremo prese sicuramente! Più in alto ci sono addirittura dei divanetti per quattro, con tanto di tavolino centrale per i gruppi di tante persone!
Abbiamo avuto l'impressione che le file fossero più larghe, che ci fosse più spazio, e anche lo schermo fosse più grande.
Un ragazzo era incaricato di aiutare i clienti a trovare il loro posto a sedere, e scattate le 9 e mezza in punto le luci si sono spente e i trailers sono partiti.
Cosa eravamo andati a vedere? Ma Pirates of the Carribean ovviamente!
Il film è finito tardissimo, e io il mattino dopo avevo un aereo da prendere!

domenica 17 aprile 2011

4 Aprile 2011

Siamo arrivati al 4 Aprile, lunedì. Svegli relativamente presto, Fabio e il padre vanno alla ricerca di un autonoleggio nei pressi di Tilburg. Purtroppo non c'è stato modo nemmeno stavolta di affittare una macchina, visto che da una parte hanno dichiarato di non avere auto disponibili e da un altra hanno sostenuto che senza patente olandese non potevano affittarle, anche se tutti sanno che con la patente europea si può guidare ovunque. Dopo questo brutto episodio ci riuniamo e decidiamo di visitiare il "parchetto" vicino casa. Passeggiando incontriamo un coffe shop, sbircio dentro.
Ha l'aspetto di un pub, con sedie e tavoli. Non sembra nemmeno che vendano droghe, se non fosse per il cannone disegnato sull'insegna!
Da 04 Aprile 2011
Passiamo davanti una torre altissima che in realtà non è altro che un antico serbatoio d'acqua. Una statua ai piedi della torre con una bambina che porge le mani verso una fontana lo conferma. Sembra uscita fuori da una favola, invece non è altro che un semplice serbaotio idrico..
Il parco aveva un laghetto con tantissime anatre che appena ci vedono si  mettono in fila aspettando vicino alla riva che gli dessimo qualche pezzetto di pane. Purtroppo non ne avevamo con noi, ma si dice che se imparano a conoscerti lo vengono a prendere dalle mani, uomo e natura vivono talmente a contatto tra di loro che gli animali della zona si possono dire siano quasi tutti "addomesticati". Molta gente viene a prendere il sole o a fare pesca sportiva in questo laghetto. Essendo l'Olanda nata sopra una zona paludosa, il territorio è pieno di laghi sparsi anche in pieno centro nelle città.
Da 04 Aprile 2011
Noto subito un ponte tibetano che parte dalla riva e attraversando il lago arriva all'isoletta centrale. Come farsi sfuggire un occasione del genere??? Ci siamo divertiti per un po' eplorare la zona, ed io ho fatto un sacco di foto alle anatre che sono buffissime a terra per via della loro goffa camminata, ma in acqua sfrecciano velocemente lasciando delle vistose scie dietro di loro.
Guarda il video girato da Stefano sul parco e le anatre
Il tempo passa ed è ora di pensare al pranzo..ci dirigiamo al Lidl vicino casa, dove ci procuriamo alcune provviste. Spaghetti, passata di pomodoro, olio, sale, e qualche spezia.
Collaudiamo per la prima volta la cucina di Stefano! Mentre il padre pianta basilico e salvia in terrazzo, Fabio si mette ai fornelli e io lavo posate e piatti che non erano ancora stati mai usati. Visto che il pranzo era preoccupatamente piccante, decido di prevenire il peggio e farmi una porzione tutta per me di spaghetti all'olio.
Arrivati al pomeriggio Fabio e il padre aiutano Stefano a montare la cappa in cucina e svolgere qualche altro lavoretto per rendere la casa funzionale, mentre io inorridita dal disordine rifaccio il letto e spazzo per terra.
Da 04 Aprile 2011
Sono quasi le cinque quando finalmente siamo pronti ad uscire. Mai errore più grande! Dovevamo fare una copia delle chiavi dell'appartamento in modo che il giorno dopo io potessi chiudere casa mentre Stefano era al lavoro, dato che sarei tornata in Italia, ma il solito problema dei negozi che chiudono alle sei non ci era ancora entrato in testa.
Prendiamo i biglietti del treno per dirigergi a s'Hertogenbosch, detta anche comunemente Den Bosch. Il nome di questa città è particolare, significa La foresta del Duca. Il duca in questione era Hendrik I il quale rese la città un importante centro commerciale.
Den Bosch è stata premiata nel 2010 come la città olandese più ospitale, e appena arrivati non possiamo non notare un'enorme via vai di gente alla stazione. Basti pensare che il parcheggio di biciclette si trova sotto terra e ha ben tre piani dedicati!
Da 04 Aprile 2011
Fuori dalla stazione ci aspetta Doortje, la signora che ha ospitato Stefano durante il primo mese di soggiorno e lo ha aiutato a destreggiarsi tra i vari impicci burocratici. Salutiamo e la famiglia ringrazia per la cortesia, porgendole un piccolo regalo arrivato direttamente dall'Italia. Doortje guarda Stefano e gli chiede "Perchè questo gesto?", dopodichè ci invita a salire in macchina con lei per trovare un parcheggio libero e farci fare un giro della città.
La prima cosa che colpisce la nostra attenzione è una fontana a forma di trivella! Catturava l'acqua e muovendosi a spirale quest'ultima raggiungeva la cima per poi essere rigettata nel lago. C'era anche una panchina a forma di divano posta in posizionee strategica di fronte alla fontana, in modo da poter restare a contemplarla mentre ci si riposa!
Da 04 Aprile 2011
Camminando camminando ci dirigiamo verso l'interno della città, verso il centro. La cattedrale di Saint Jan è imponente e domina l'intero cielo sopra la città. E' considerata ovviamente l'orgoglio della città, e costruita con stile gotico del Brabante, mostra per così dire "sfacciatamente" il periodo di prosperità che s'Hertogenbosch ebbe nel medioevo.
Purtroppo come tutto il resto, anche la cattedrale ha la chiusura delle porte alle 17. Peccato, Doortje ci aveva detto che all'interno è bellissima. Sarà per la prossima volta.
Ci dirigiamo verso la piazza dove si erge la statua di Jheronimus Bosch. Quest'uomo è considerato il più famoso residente della città, un artista del 1500 a cui oggi è dedicato un Art center e alcuni suoi dipinti sono visibili nel museo del Brabante. Ogni anno sembra che la città commemori il suo eccelso cittadino con un evento culturale ispirato alla vita del personaggio.
In pieno centro troviamo anche la Town Hall, che oggi in realtà consiste in tre case unite insieme.
Continiamo con il giro esplorativo, Doortje ci mostra i canali che attraversano la citta e ci spiega che è possibile fare giri turistici in barca. Segnato!
In cima ad una porta c'è uno zoccolo di legno..chiediamo "cos'è?". La signora ci spiega che un tempo per designare le professioni sopra ogni ingresso delle case venivano appesi dei simboli, e in quel caso significava che in quella casa viveva un calzolaio.
Da 04 Aprile 2011
Alla fine sbuchiamo sulle mura, dove scorre il fiume che costeggia la città e sull'altra sponda una distesa di verde arriva fino all'orizzonte. Una piccola stradina di campagna parallela al letto del fiume collega la città di Den Bosch con la cittadella di Vught, per un percorso totale di quasi 7 km.
Da 04 Aprile 2011
Doortje ci racconta che molte persone fanno quel tragitto a piedi o in bici, chi per allenarsi in mezzo alla natura, chi per passeggiare lontano dai centri abitati. Anche qui anatre e altri uccelli a volontà, tra cui vediamo anche alcuni esemplari di cigni canadesi, i quali sono un po' più grandi delle anatre ma più piccoli dei cigni veri e propri.
Guarda il video
A questo punto Doortje ci invita a risalire in macchina per portarci a vedere i cigni! Lei abita proprio a Vught, che è un paese piccolino dall'aspetto residenziale, e ogni quartiere sembra avere più o meno il suo laghetto personale con anatre e cigni annessi. I cigni sono del tutto selvatici, eppure si trovano a pochi passi da un signore che gioca a palla con suo figlio. Lo scenario è incredibile per noi. La prima coppia di cigni che vediamo aveva un nido grandissimo in cui la femmina sedeva, mentre il maschio si preoccupava di scacciare le anatre dal suo lago!
Da 04 Aprile 2011
Poi ci spostiamo in un altra zona con un lago ancora più ampio, e li scorgiamo una bellissima coppia di cigni neri! Come fama vuole, in acqua i cigni sono maestosi e si muovono con grazia e delicatezza. I problemi arrivano quando devono tornare a terra...abbiamo avuto modo di vedere uno dei cigni provare a salire sulla sponda dandosi una spinta senza però avere successo la prima volta e ricadere goffamente con un tonfo in acqua! E' stata una scena buffissima!
Da 04 Aprile 2011
Anche Vught ha una chiesa che per dimensioni è spropositatamente grande rispetto al paese che la ospita. Tra l'altro Doortje ci dice che la chiesa non è usata da anni in quanto i cattolici nei Paesi Bassi sono sempre di meno e presto verrà riutilizzata come museo.
Da 04 Aprile 2011
Per cena andiamo in un ristorante caratteristico olandese. Per fortuna abbiamo la nostra interprete che ci spiega il menu! Prendiamo tutti la carne, che ci viene servita con patatine e insalata, e ovviamente palline di burro! La loro cucina è molto ricca di questo ingrediente, che se possono mettono ovunque. Ovviamente noi restiamo fedeli alla tradizione italiana e ci accontentiamo della semplice carne, che però aihmè scopro essere piccante all'esterno! Ho dovuto scontrornarla tutta e mangiare solo l'interno per non rischiare :( Nonostante l'inconveniente comunque devo dire che era molto buona. Stefano e Fabio decidono di prendere anche un dessert, delle palline di gelato alla vaniglia con cioccolato fuso sopra. Gnam!
Dopo cena siamo passati nei dormitori di una studentessa americana ad Eindhoven. Stefano l'aveva contattata tramite un annuncio per raccattare alcune cose per la casa che stava dando via, in quanto sarebbe tornata a casa dopo il periodo di studi in Olanda. Con pochi euro è riuscito a portare a casa asciugacapelli, bollitore, raccoglitori vari, uno zaino, ecc..ec...
Siccome non avevamo ancora un piano per il giorno seguente nel quale noi dovevamo ripartire mentre Stefano doveva tornare a lavoro, Doortje si è offerta di accompagnarci lei fino all'aeroporto giacchè doveva andare ad Eindhoven per delle faccende.
Guarda tutte le foto della giornata. Clicca su play, e se clicchi di nuovo vedrai le foto ad alta risoluzione
Così il giorno dopo sveglia alle 6 e tre quarti in quanto dovevo prepararmi a sgombrare il campo prima che Stefano andasse a lavorare. Lui prende la bici, ma fino alla stazione andiamo a piedi perchè non volevo rischiare di rompergliela salendo in due; sarebbe stato un problema per lui visto che in Olanda la bici è l'unica fonte di salvezza, altrimenti bisogna scarpinare e vi assicuro che tre giorni di giri ininterrotti mi hanno fatto sognare biciclette tutte le notti!
Da 05 Aprile 2011
Alla stazione Stefano compra il biglietto per Boxtel, ci dirigiamo al binario e mentre aspettiamo che il treno arrivi ci salutiamo, anche se i saluti non sono mai una bella cosa, sopratutto quando ti ritrovi lo scenario da film rosa dell'amato che sale e ti saluta dal finestrino del treno in partenza..Che atmosfera deprimente! Comunque, nonostante il saluto melodrammatico, agli altri era venuta una certa fame e voglia di colazione!
Guarda il video sul parcheggio di biciclette della stazione di Tilburg
Purtroppo, altra brutta notizia per gli italiani: i bar e in generale tutti i negozi non aprono prima delle 9! Essendo le 8, era difficile trovare qualcosa aperto, ma il padre di Fabio e Stefano non si da per vinto, e ci costringe ad una maratona per la città sbuffando e lamentandosi ad ogni bar chiuso che incontravamo. "Qui non hanno la cultura del caffè! ma come fanno! non capiscono niente questi olandesi!" eheh..in realtà io ho letto che molti hanno l'abitudine di mangiare salato la mattina, e la cosa mi va benissimo visto che amo fare colazione con tramezzini e sandwiches! Arriviamo ad un centro commerciale, anch'esso con tutti i negozi in via di organizzazione per la giornata, con i commessi che lavavano le vetrine, sistemavano i nuovi arrivi, facevano l'inventario.
Da 05 Aprile 2011
Avendo alla fine girato quasi tutto il centro finalmente l'orario di apertura era giunto, così ci siamo fermati al primo bar aperto. In realtà era più una pasticceria che un bar, aveva un bancone lunghissimo con milioni di leccornie. Io non avevo fame ma vengo costretta a prendere anch'io un croissant! XD Poi ordinano due cappuccini, e alla cassa elenco la nostra spesa. La cosa buffa è che dicendo alla commessa "three croissant" lei mi ha chiesto "due?" confondendo forse il suono simile con la pronuncia del due olandese che è "twee". Ma vabbè, dettagli.
Da 05 Aprile 2011
In strada non c'era anima viva, giusto qualche persona con valigetta che si dirigeva al lavoro e qualche passante sporadico. Mi faceva sorridere pensare che d'estate mi tocca sempre tenere le finestre chiuse perchè le vicine di casa cominciano a spettegolare alle 7 di mattina. Ma cosa fanno gli olandesi tutto il giorno?
Torniamo alla stazione dove decidiamo di prendere il biglietto per Den Bosch e farci un altro giro in città visto che ormai Tilburg la conoscevamo come le nostre tasche.
Per non sbagliare andiamo direttamente a comprare i biglietti all'ufficio, dove anche questa volta il mio inglese maccheronico sembra essere stato capito! Infatti riceviamo i tre biglietti, guardiamo i display dei treni che Stefano ci aveva spiegato in precedenza come leggere, e aspettiamo il nostro passaggio. Nell'attesa facciamo una capatina in bagno. L'ultima ad andare sono io. I bagni della stazione sono a pagamento, 50 cent, una volta entrati è tutto automatico. La porta si chiude, la tavoletta si abbassa, fai le tue cose e poi...Oh no! Ancora un lavandino incomprensibile! Allungo le mani dentro una sorta di scatola di metallo, e ricevo il sapone. Di nuovo con le mani insaponate e nessun segno di acqua...il panico si insidua in me, mi guardo intorno ma non vedo nessun oggetto che assomigli ad un rubinetto..tutto ad un tratto dalla stessa scatola esce fuori uno spruzzo d'acqua che mi fa il bagno completo, scendendo con una pressione altissima. Aspettando altri 5 minuti sempre dallo stesso buco esce dell'aria calda per asciugare le mani..Boh! Un esperienza traumatizzante! Esco dal bagno e guardo il binario: il treno era arrivato e stava gia partendo! Con due minuti di anticipo!!! Non mi era mai successo di perdere il treno perchè arrivato con anticipo! Non ho parole! Ma se non fosse stato per il lavandino indemoniato l'avremmo preso, maledetti rubinetti olandesi!
Comunque niente di grave, perchè un altro treno sarebbe passato dieci minuti dopo. Per fortuna il sistema ferroviario è del tutto differente da quello Italiano, questo c'è da ammetterlo.
Arriviamo sani e salvi a Den Bosh, e finalmente riesco a vedere la statua del Drago. Siccome la città è caratterizzata da mura fortificate che la rendevano inespugnabile, e si trova nell'area paludosa del delta di due fiumi, gli abitanti inventarono l'eroico nickname di "Invincibile drago paludoso".
Da 05 Aprile 2011
Abbiamo preso un'altra strada rispetto a quella fatta il giorno precedente in quanto eravamo a piedi, ma riconoscendo alcune vie del centro sono riuscita a portare l'equipaggio allo sportello per turisti VVV. Finalmente trovato un ufficio aperto, mi fiondo a chiedere una mappa in quanto quel giorno non avevamo il supporto del navigatore di Stefano. L'addetta mi regala anche una guida alla città con tutte le info turistiche necessarie. Tutta contenta di aver sostenuto anche questa conversazione, srotolo la mappa e insieme a Fabio decidiamo di proseguire per il centro fino ad arrivare alla cittadella. La cittadella era una fortificazione posta su di una penisoletta che faceva da controllo tattico delle navi che arrivavano dal fiume, in cui oggi è conservato l'archivio storico del Brabante.
Stanchi e affamati, decidiamo di tornare alla stazione ed aspettare l'arrivo di Doortje.
Da 05 Aprile 2011
All'interno della stazione di sono dei chioschi attrezzati con gelati e patatine, in più sul fianco di essi ci sono dei piccoli "fornetti" che tengono caldi hamburger e crocchette di pollo i quali possono essere comprati inserendo le monetine, come un distributore automatico.
Da 04 Aprile 2011
Abbiamo comprato inizialmente le patatine, poi un hamburger. Io ho passato, ma ad una certa ora la fame si è fatta sempre più insistente così ho girato a lungo intorno al chiosco sgaiattolando furtivamente alle spalle dei passanti per spiare cosa mangiavano e vedere se mi ispiravano o no. Alla fine opto per un kipburger, ovvero un panino al pollo. La scelta è stata azzeccata in quanto era buono, un hamburger di pollo con insalata e salsa rosa.
Da 05 Aprile 2011
Ovviamente neanche quello fa molto bene al mio stomaco, infatti qualche fastidio è arrivato subito dopo come temevo, ma ormai il viaggio era quasi giunto al termine e non avevo più momenti preziosi da spendere con Stefano, quindi che importava! Doortje mi manda un sms dicendo che sarebbe arrivata verso le 2, così ci prepariamo in strada appena vediamo la sua auto parcheggiarsi davanti la stazione. Sistemiamo i bagagli e vengo spedita al sedile del passeggiero davanti! Così inizia un altra prova di inglese per me! Avrei avuto voglia di raccontarle molte più cose ma sono ancora molto legata con l'inglese parlato e quindi mi sono limitata a rispondere alle sue domande e fare qualche osservazione sul tempo e l'ambiente :P Spero di non essere sembrata troppo imbranata! Povera me! Non avevo mai avuto modo di testare il mio inglese dal vero!
Arrivati all'aereoporto salutiamo e ringraziamo ancora Doortje che è stata supergentilissima..ci aspettano alcune ore di attesa prima del ritorno a casa.

Dopo un giro al chiosco dei suvenirs in aeroporto, che aveva comunque per la maggiorparte suvenirs di amsterdam (la zona di eindhoven non è una zona comunemente turistica, si sa, chi va in olanda va ad amsterdam che sicuramente è non solo la capitale ma anche la più vitale e fuori dagli schemi). Decido di farmi un giro all'edicola, dove trovo il sudoku e un libricino di dutch. Olandese-Inglese. Bene! Compro entrambi ed ammazzo il tempo con numeri e parole nuove.
Il controllo di sicurezza ad Eindhoven è stato sicuramente più accurato rispetto a Pescara dove ci hanno quasi gettato in aereo :P Abbiamo quindi aspettato un po di più, anche perchè davanti a noi c'era una scolaresca italiana in ritorno da una gita!
Il ritorno in Italia invece è stato altrettanto bello nonostante un pò di turbolenza, ma l'unico fastidio è stata la nebbia che non permetteva di fare foto nitide! Abbiamo avuto la fortuna di vedere il tramonto dal mare adriatico, e ovviamente ho fatto foto a volontà anche stavolta!
E' stato un pò un brutto colpo vedere la macchina di Stefano fuori dall'aeroporto...tra l'altro non credo di essere mai salita nel sedile posteriore di quell'auto in vita mia! direi che c'è una prima volta per tutto!
Guarda tutte le foto del ritorno a casa. Clicca su play, e se clicchi di nuovo vedrai le foto ad alta risoluzione
Concludendo, il mio primo vero e serio viaggio all'estero è stato bello, emozionante e soprattutto da rifare!
Ma l'Italia per me resta sempre l'Italia, con la sua millenaria storia e cultura, non siamo secondi a nessuno. Peccato per la politica e la mentalità di certa gente negli ultimi anni, saremmo proprio un bel paese se ce lo permettessero.

Sempre caro mi fu quest'ermo colle.