Serata di spasso alla Kermis, dove ci siamo divertiti prima nella casa degli specchi, poi nella casa degli orrori e infine in un percorso a dir poco pazzesco dove stavamo per lasciarci le penne :P
Ma i video dicono più di mille parole, per cui ecco foto e video testimonianze:
venerdì 29 luglio 2011
29 Luglio
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| Da carretto |
La soluzione è semplice, ci si attrezza con un carretto per bici! Ne esistono diversi in commercio, più piccoli, più grandi, pieghevoli, con sedile per trasportare bambini, incorporati allo scheletro della bici...
Noi abbiamo quello pieghevole, in modo da poterlo trasportare facilmente insieme alle nostre bici anch'esse richiudibili.
lunedì 25 luglio 2011
25 Luglio - Lunedì Rosa
Sono 20 anni che il lunedì della Kermis Tilburghese si tinge di rosa in una giornata interamente dedicata al mondo omosessuale.
Una parata di palloncini rosa, concerti, danze e festeggiamenti sono all'ordine del giorno, mentre continua il luna park lungo le vie della città.
All'interno del City Hall è in mostra la "Kermis nostalgica", ovvero modellini delle attrazioni che si sono susseguite negli anni e che hanno fatto la storia della fiera più grande del Benelux.
Nella slideshow alcune foto della giornata e della mostra :)
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| Da 25 Luglio 2011 |
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| Da 25 Luglio 2011 |
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| Da 25 Luglio 2011 |
domenica 24 luglio 2011
24 Luglio - Foto notturne della Kermis
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| Da 24 Luglio 2011 |
sabato 23 luglio 2011
23 Luglio - La Kermis di Tilburg
Si riparte!
Durante questi due mesi di pausa del blog, ho portato avanti i miei affari in Italia, sono stata accanto alle persone a me care, e nel frattempo che anche Stefano è sceso per qualche tempo sono venuti a farci visita i nostri amici olandesi.
Alla vista di Ascoli Piceno sono rimasti estasiati dalla bellezza dei secolari edifici in travertino del centro, incantati dal panorama montano del tutto sconosciuto nei Paesi Bassi, e sono stati anche presi per la gola dalla imbattibile cucina italiana! Una mattinata al mare è bastata per arrostirli per bene e farli innamorare del clima mediterraneo.
Dopo aver fatto loro da guida per un tour veloce delle nostre terre, ci hanno chiesto come mai amassimo l'Olanda con tutto il ben di Dio che avevamo a disposizione. Purtroppo è la dura realtà, un paese bellissimo il nostro in cui però è sempre più difficile vivere e costruirsi un futuro. Un vero peccato.
Ed è così che il 23 Luglio mi ritrovo di nuovo su di un aereo diretta verso Eindhoven.
L'aereo è pienissimo essendo alta stagione, mi siedo vicino a due signori che parlavano mezzo italiano e mezzo olandese, talmente adattati al luogo dove vivevano che non si riusciva a capire se fossero originari dell'una o dell'altra nazione. A parte il fatto che cercavano in tutti i modi di rendermi partecipe delle loro conversazioni e tentavano di offrirmi la colazione, il viaggio è andato bene, dormendo per un'oretta abbondante coccolata dal mio inseparabile giubbetto di pelle.
Ad attendermi all'aeroporto come al solito c'era il mio ragazzo, che mi ha accolto abbracciandomi e riconsegnandomi la mia carta elettronica per i mezzi pubblici.
Non ho proprio trovato il clima che mi aspettavo, essendo infatti scesa dall'aereo vestita in versione spiaggia, mi sono ritrovata a morire dal freddo per gli scarsi 15 gradi e l'aria freddissima! Ma alla fine è solo questione di adattamento al luogo penso, basta solo dimenticarsi del caldo sofferto fino al giorno prima e godersi la frescura olandese.
Sul treno verso casa comincio a riapprezzare questa terra nordica in cui anche le piccole cose, come il wi-fi gratuito offerto ai passeggeri dei vagoni, ti fanno sentire coccolato e importante. Appena si accede alla pagina di accesso al wifi, si viene reindirizzati verso un'altra pagina che fornisce tutte le informazioni dei tempi di percorrenza del treno e di arrivo alle varie stazioni. Straordinario.
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| Da 23 Luglio 2011 |
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| Da 23 Luglio 2011 |
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| Da 23 Luglio 2011 |
Lasciate a casa le valigie, arriva il momento tanto atteso da me: andare a visitare la Kermis!
La Kermis di Tilburg è la fiera più grande del Benelux, contando dalle 230 alle 240 attrazioni disposte lungo circa 5 Km nel centro di Tilburg. Nel 2010 questa fiera ha compiuto ben 440 anni, e quest'anno la città ha richiesto all'ONU di riconoscere la Kermis patrimonio dell'umanità.
La Kermis è cresciuta di mezzo milione di visitatori negli ultimi 5 anni, contandone l'ultimo anno più di un milione e mezzo.
Qui in basso alcuni video che ho realizzato nell'euforia del momento che non rendono però giustizia all'enormità di cose da vedere e alla bellezza di questa maestosa fiera in cui la città si trasforma in un grande circo e sembra di essere tutti i giorni in un coloratissimo e allegro carnevale, anche quando piove.
Non badate ai miei commenti stupiti, non avevo mai visto giostre così grandi in vita mia, per di più nel bel mezzo dei palazzi cittadini!
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Ubicazione:
Tilburg, Paesi Bassi
sabato 21 maggio 2011
21 Maggio 2011
Sveglia alle 7 per il ritorno in Italia. Tutto era già pronto, quindi dopo esserci preparati con calma ci incamminiamo verso la stazione per prendere il treno per Eindhoven.

Partiamo con largo anticipo in quanto andavamo a piedi, ma una volta alla stazione decidiamo di prendere il treno prima di quello programmato.
Una volta ad Eindhoven aspettiamo l'autobus che dalla stazione ci avrebbe portato all'aeroporto. Tra i passeggeri c'erano anche molti italiani, e dopo 20 giorni mi faceva un effetto strano sentir parlare altra gente nella mia lingua!
Mentre eravamo in viaggio verso l'aeroporto rielencavo a Stefano tutte le scorte che avevo preparato per lui e cosa dovesse fare in mia assenza. Quando mi ci metto so essere una persona molto meticolosa!
Arrivati all'aeroporto, ci dirigiamo subito agli sportelli per fare il check-in del bagaglio da depositare.
Visitina al bagno prima della partenza, e poi subito in fila per l'imbarco.
Salutarsi è stato come al solito difficile, anche se la preoccupazione più grande di Stefano era quella che non ci sarebbe stato più nessuno a preparargli il pasto caldo!
Dopo esserci lasciati a malincuore, mi dirigo verso il gate 8 dove sarebbe partito il mio aereo. Non senza che i controlli mi abbiano come al solito aperto la valigia, il mio bagaglio a mano ha troppi aggeggi tecnologici per i loro gusti!
Aspetto seduta in sala d'aspetto che aprano le porte per l'imbarco, dopo cinque minuti sono gia sull'aereo alla ricerca di un posto a sedere.
Ovviamente mi siedo vicino al finestrino, ignorando un ragazzo olandese che mi invitava a sedermi vicino a lui.
L'aereo decolla, accendo l'ipod, ma dopo una mezz'ora di viaggio sono lì che sonnecchio viste le ore piccole dei giorni precedenti.
Mi sono svegliata quando oramai eravamo gia in Italia, stavamo sorvolando le alpi e mancava poco meno di mezz'ora all'arrivo.
Devo dire che vedere Pescara dall'alto stavolta mi ha fatto un brutto effetto, mi ero abituata ai panorami verdi e ordinati delle città estere, mentre si nota subito di essere in Italia dalle distese di asfalto e palazzoni dallo stile povero.
Scesa dall'aereo recupero la mia valigia al nastro e mi preparo a incontrare i miei genitori: era vanuta tutta la famiglia a prendermi, compresa nonna che era tutta contenta di rivedermi.
Durante il ritorno a casa ci fermiamo in un autogrill dove pranziamo con focacce e caffè zero, mentre racconto le mie avventure in terra straniera.
Ma la sorpresa più bella l'ha avuta la mia gattina, che non si aspettava che tornassi e quando ha sentito la mia voce è schizzata in piedi correndo verso di me e facendo le fusa rumorose come un trattore!
Mi era mancata un sacco la mia gattina!

Una volta a casa c'ho messo un pò' a riabituarmi all'ambiente, le stanze spaziose, il mio letto comodissimo, i miei due monitor del pc che mi sembrava un astronave rispetto al portatile che mi ero portata dietro, e soprattutto il bidet in bagno! Un sogno! Mi sono resa conto che i mobili erano tutti più bassi rispetto a quelli olandesi, e per arrivare al lavandino dovevo piegarmi mentre probabilmente gli standard olandesi sono diversi, essendo un popolo in generale più alto di quello italiano!
D'altro canto non mi era mancato il baccano che arriva dalle strade, le vicine pettegole che urlano i fatti loro per sbandierarli ai quattro venti, la statale ad un passo da casa con tanto di traffico e smog, la ferrovia che fa tremare la casa ogni volta che passa un treno...mi manca la quiete del cortile privato, le strade dove trafficano solo biciclette e la buona educazione dei vicini!
Che dire di questa esperienza, sicuramente ho scoperto un mondo nuovo, cose che rimanendo in Italia non avrei mai creduto esistessero, mi sono arricchita sia dal punto di vista culturale che personale. E non ho visitato nemmeno una piccola parte di quello che c'è ancora da vedere!
Ho vissuto praticamente da sola all'estero, considerando che Stefano era fuori tutto il giorno, e mi è piaciuto un sacco. Anzi, credo di essere stata bene sopratutto per questo, avevo i miei spazi ed ero libera di fare quello che volevo. E' stata una sfida con me stessa.
Ho scoperto anche che "casa" non è il posto dove tieni i tuoi beni, ma dove ti senti bene, e nonostante l'appartamento fosse piccolo e spoglio, nonostante non avessi portato con me niente, avevo tutto ciò di cui ho bisogno, un posto dove ritrovarsi la sera con la persona che ami.
Certo, come tutte le favole ad un certo punto si torna alla realtà.
La mia vacanza è finita, ora si torna a sgobbare per costruirsi un futuro.
Perchè non bisogna dimenticarsi che si deve fare affidamento solo sulle proprie forze se si vuole sopravvivere in questo sporco mondo arrivista.
E mentre alcuni ce l'hanno fatta, c'è ancora qualcuno che lotta per realizzare i propri sogni.

Partiamo con largo anticipo in quanto andavamo a piedi, ma una volta alla stazione decidiamo di prendere il treno prima di quello programmato.
Una volta ad Eindhoven aspettiamo l'autobus che dalla stazione ci avrebbe portato all'aeroporto. Tra i passeggeri c'erano anche molti italiani, e dopo 20 giorni mi faceva un effetto strano sentir parlare altra gente nella mia lingua!
Mentre eravamo in viaggio verso l'aeroporto rielencavo a Stefano tutte le scorte che avevo preparato per lui e cosa dovesse fare in mia assenza. Quando mi ci metto so essere una persona molto meticolosa!
Arrivati all'aeroporto, ci dirigiamo subito agli sportelli per fare il check-in del bagaglio da depositare.
Visitina al bagno prima della partenza, e poi subito in fila per l'imbarco.
Salutarsi è stato come al solito difficile, anche se la preoccupazione più grande di Stefano era quella che non ci sarebbe stato più nessuno a preparargli il pasto caldo!
Dopo esserci lasciati a malincuore, mi dirigo verso il gate 8 dove sarebbe partito il mio aereo. Non senza che i controlli mi abbiano come al solito aperto la valigia, il mio bagaglio a mano ha troppi aggeggi tecnologici per i loro gusti!
Aspetto seduta in sala d'aspetto che aprano le porte per l'imbarco, dopo cinque minuti sono gia sull'aereo alla ricerca di un posto a sedere.
Ovviamente mi siedo vicino al finestrino, ignorando un ragazzo olandese che mi invitava a sedermi vicino a lui.
L'aereo decolla, accendo l'ipod, ma dopo una mezz'ora di viaggio sono lì che sonnecchio viste le ore piccole dei giorni precedenti.
Mi sono svegliata quando oramai eravamo gia in Italia, stavamo sorvolando le alpi e mancava poco meno di mezz'ora all'arrivo.
Devo dire che vedere Pescara dall'alto stavolta mi ha fatto un brutto effetto, mi ero abituata ai panorami verdi e ordinati delle città estere, mentre si nota subito di essere in Italia dalle distese di asfalto e palazzoni dallo stile povero.
Scesa dall'aereo recupero la mia valigia al nastro e mi preparo a incontrare i miei genitori: era vanuta tutta la famiglia a prendermi, compresa nonna che era tutta contenta di rivedermi.
Durante il ritorno a casa ci fermiamo in un autogrill dove pranziamo con focacce e caffè zero, mentre racconto le mie avventure in terra straniera.
Ma la sorpresa più bella l'ha avuta la mia gattina, che non si aspettava che tornassi e quando ha sentito la mia voce è schizzata in piedi correndo verso di me e facendo le fusa rumorose come un trattore!
Mi era mancata un sacco la mia gattina!

Una volta a casa c'ho messo un pò' a riabituarmi all'ambiente, le stanze spaziose, il mio letto comodissimo, i miei due monitor del pc che mi sembrava un astronave rispetto al portatile che mi ero portata dietro, e soprattutto il bidet in bagno! Un sogno! Mi sono resa conto che i mobili erano tutti più bassi rispetto a quelli olandesi, e per arrivare al lavandino dovevo piegarmi mentre probabilmente gli standard olandesi sono diversi, essendo un popolo in generale più alto di quello italiano!
D'altro canto non mi era mancato il baccano che arriva dalle strade, le vicine pettegole che urlano i fatti loro per sbandierarli ai quattro venti, la statale ad un passo da casa con tanto di traffico e smog, la ferrovia che fa tremare la casa ogni volta che passa un treno...mi manca la quiete del cortile privato, le strade dove trafficano solo biciclette e la buona educazione dei vicini!
Che dire di questa esperienza, sicuramente ho scoperto un mondo nuovo, cose che rimanendo in Italia non avrei mai creduto esistessero, mi sono arricchita sia dal punto di vista culturale che personale. E non ho visitato nemmeno una piccola parte di quello che c'è ancora da vedere!
Ho vissuto praticamente da sola all'estero, considerando che Stefano era fuori tutto il giorno, e mi è piaciuto un sacco. Anzi, credo di essere stata bene sopratutto per questo, avevo i miei spazi ed ero libera di fare quello che volevo. E' stata una sfida con me stessa.
Ho scoperto anche che "casa" non è il posto dove tieni i tuoi beni, ma dove ti senti bene, e nonostante l'appartamento fosse piccolo e spoglio, nonostante non avessi portato con me niente, avevo tutto ciò di cui ho bisogno, un posto dove ritrovarsi la sera con la persona che ami.
Certo, come tutte le favole ad un certo punto si torna alla realtà.
La mia vacanza è finita, ora si torna a sgobbare per costruirsi un futuro.
Perchè non bisogna dimenticarsi che si deve fare affidamento solo sulle proprie forze se si vuole sopravvivere in questo sporco mondo arrivista.
E mentre alcuni ce l'hanno fatta, c'è ancora qualcuno che lotta per realizzare i propri sogni.
venerdì 20 maggio 2011
20 Maggio 2011
Ultimo giorno in quel di Tilburg, prima del ritorno in patria. Fortunatamente era una bella giornata, così, in piedi già alle 7 e mezza, dopo aver fatto con calma colazione (tanto i negozi non aprono prima delle 9), mi preparo per uscire e salutare la città a cui già mi sono affezionata.
Mentre mangio un muffin accendo la tv, stavano dando i cartoni per i bambini. Su un canale c'era la copia olandese di quel cartone che trasmettono anche in italia, Dora l'esploratrice, dove tutta l'animazione si ferma per aspettare che i bambini davanti alla tv ripetano quello che dice la protagonista.
La differenza sostanziale tra Dora e quello che stavo guardando, è che non so per quale motivo il cartone, che parlava olandese, insegnava parole cinesi. La protagonista infatti è una principessa cinese, e in una puntata stava insegnando ai bimbi olandesi come si dicesse neve e slitta in cinese. "Lo sapevi, ciao in cinese si dice Nihao! ripeti con me: ni hao!"
Bhè, sicuramente è meglio l'uso di questo tipo di cartone per insegnare una lingua straniera che far parlare i bambini con la tv senza motivo!
Tornando ai fatti della giornata, innanzi tutto dovevo spuntonare dalla to-do-list delle cose che mi aveva lasciato scritte Stefano prima di andare al lavoro: comprare un set di brugole e cacciaviti, birra rossa heineken (se vi state chiedendo da dove esce fuori, la birra rossa della heineken non viene esportata fuori dai confini olandesi, ed è buonissima!), frutta e qualcosa per la cena.
Fuori dal portone di casa alle 9, comincio il mio viaggio verso i vari negozi del centro; durante il giro di shopping sbuco davanti al negozio di costumi e travestimenti, morivo dalla voglia di andarci da settimane ma non ero mai riuscita a beccarlo aperto. Così mi faccio un giro all'interno del negozio, che ha uno spazio tutto dedicato alle parrucche, un altro ai trucchi e lenti a contatto, un altro ancora agli accessori e ai costumi. E' fornitissimo e la tentazione di non uscire a mani vuote da li dentro è stata fortissima! Se volete sbavare un po' insieme a me, il negozio ha anche un sito internet che è www.defeestspecialist.nl
Già che ero vicino a shouwburg promenade, una galleria di negozi, decido di farmi una passeggiata. Dalla vetrina di un negozio scorgo una canottiera nera con un tribale da uomo. Dev'essere mia! Entro e la compro subito come regalo per Stefano, anche perché ne era rimasta solo una!
Poi riprendo la bici e continuo il giro per il centro. Arrivo in un negozietto chiamato euroland, dove c'erano tanti oggetti per la casa a poco prezzo, e svaligio il negozio!
Poi essendo passato mezzogiorno ormai cominciavo a sentire un buco allo stomaco, così quando sono passata davanti al fast-food non ho resistito, ho comprato un kip burger. Il panino ha una cotoletta di pollo all'interno, più l'insalata che qui usano la iceberg che è una delle mie preferite insieme alla belga e la salsa cocktail. Buonissimo, anche se non è uno dei pasti più sani che si possa fare, ma al diavolo, è il mio ultimo giorno!
Una volta soddisfatto il palato sono andata al supermercato per fare la spesa alimentare, per poi tornare a casa con le borse della bici stracolme dopo tutte le spese della mattinata.
Mentre mi riposavo un po' sorseggiando un multivitaminico ho riacceso la tv, dove stavolta davano un programma inglese di cucina. Il buffo è che stavo guardando una signora che parlava inglese, con i sottotitoli olandesi, che preparava cibo messicano. Evviva la globalizzazione!
Non erano nemmeno le 2 e mezza quando mi rimetto il mio fido cappello (per proteggermi dal vento più che dal sole) e riparto alla volta degli altri musei che mi rimanevano da visitare: quello d'arte contemporanea e quello tessile.
Per arrivare al primo museo ho dovuto superare una rotonda, la mia prima rotonda con pista ciclabile annessa! Che forza!

Arrivata al museo la receptionist mi dice che il biglietto è scontato della metà in quanto una parte del museo era chiuso per allestimento di una nuova mostra. Così pago solo 3 euro ed entro.

La prima opera che ammiro è stato un quadro di Bill Viola in slowmotion, di un incontro tra due donne durato in realtà pochi secondi, ma trasformato in un quasi immobile video di minuti e minuti. In realtà mi ha colpito molto e sono stata per quasi dieci minuti ad osservarlo.

Altre opere che mi hanno colpito sono state la stanza verde di Marien Schouten, il Wolfgang Laib, un corridoio stretto ed illuminato solo da una piccola lampadina in fondo dove si sentiva un profumo di cera d'api, dove devo ammettere che mi ha dato una sensazione di claustrofobia imminente, e poi un altro corridoio del tutto buio dove bisognava aggrapparsi ad una ringhiera per seguire il percorso che dopo aver preparato gli occhi all'ambiente sbucava in una stanza dove c'era un effetto di prospettiva dato da un'istallazione luminosa che faceva sembrare la stanza molto più ampia di quello che fosse, infatti poi riuscendo ad arrivare a testoni a metà di quella che sembrava la larghezza del posto mi sono ritrovata un muro davanti a me, scoprendo che non era altro che un effetto ottico.

Purtroppo non ricordo molti nomi degli artisti che ho visto, sicuramente la parte fotografica del museo mi è piaciuta molto ed ho apprezzato ogni singola opera degli artisti presenti. I quadri contemporanei invece sono pochi ad avermi colpito, più che altro perché ancora non riesco a capire come si faccia a definire arte una tela interamente monocromo o al massimo con un paio di striscie colorate in mezzo...boh, io non ci vedo proprio un bel niente, nemmeno lo sforzo di voler fare un bel quadro secondo me!
Invece nonostante la semplicità mi è piaciuta molto l'idea di un artista che ha usato interamente piastrelle di ceramica per le sue opere, perché secondo lui richiamano molti aspetti a noi conosciuti, dal più pacchiano rivestimento per le case alla pulizia, alla sterilità, e così via. Ho adorato il concetto!
Ho visto anche la pila di piatti di Robert Therrien, alta quasi due metri, purtroppo però le altre opere si trovavano nella sezione chiusa per allestimento e non era possibile visitarle. Io ero andata apposta per lui, uffi!
Mentre visitavo il museo, che nonostante avesse un ala chiusa era comunque enorme, era arrivato un pullman con una scolaresca, la quale girava in maniera sparsa per il museo. Solo più tardi ho notato che ogni studente aveva con se un foglio con dei compiti da svolgere, e ogni studente sceglieva un opera d'arte tra quelle presenti per cercare di riprodurla sul foglio. Molti erano sdraiati a terra intenti a disegnare, altri sui divanetti, chi girava per il museo prendendo appunti, l'ho trovata un'esperienza molto formativa per loro, invece di seguire una noiosa guida che racconta vita, morte e miracoli di ogni singolo quadro appeso.

C'erano anche delle sculture bellissime che mi hanno affascinato molto, come i Große Geister di Thomas Schütte, grandi spiriti, nella foto sopra.
Dopo aver visitato anche la sala dei progetti dove veniva proiettato un video su dei bambini che davano le loro impressioni su un quadro di van gogh, riprendo la via per il prossimo museo, quello tessile.

http://castleoffashion.blogspot.com/2010_09_01_archive.html
Anche qui chiedo un biglietto e mi viene consegnata una mappa del museo. Anche questo percorso è stato interessantissimo, partendo dalle antiche macchine per filare la lana, si arriva al laboratorio dove sono presenti tutte le macchine più moderne per produrre tessuti di ogni tipo. C'era anche una macchina che stampava su tessuti, e una sezione dedicata alla produzione di tappeti.

http://hildadeschutter.blogspot.com/2009/11/audax-textile-museum-tilburg.html
La biblioteca purtroppo era chiusa, ma al primo piano c'era un'altra sala con cimeli storici della storia dell'industria tessile della zona. Purtroppo anche questo museo, come quello naturale, aveva le didascalie scritte soltanto in olandese. Tornando al piano terra, superato il negozio dove vengono venduti i tessuti prodotti nel textil lab del museo, e direi anche a carissimo prezzo, si arriva ad una sezione dedicata alle lavanderie. Vengono descritte le varie tecniche di lavaggio dai tempi antichi in cui si lavavano i panni al fiume, fino alle lavanderie industriali dei nostri tempi, di cui ce n'era una riproduzione proprio all'interno del museo. Credo che sia anche in funzione, in quanto ho letto dei prezzi in uno dei volantini appoggiati vicino alla vetrina. Procedendo lungo lo stesso corridoio dove c'erano altri oggetti legati alla lavanderia, si arriva ad una sala piena di telai di ogni tipo e di ogni epoca.
Si erano fatte ormai le cinque, ora di chiusura, così mi avvio all'uscita per ritornare a casa.
Pensando di prendere solo un'altra strada parallela a quella fatta in precedenza, proseguo per un viale alberato, imbattendomi anche in una chiesa enorme. Ad un certo punto arrivo in una grande strada, che però non era la stessa della stazione. A quel punto comincio ad insospettirmi e guardando i cartelli mi accorgo di essere andata più a nord anziché essere tornata a sud della città. Faccio marcia indietro e ritorno sui miei passi, ma eccomi che di nuovo per la strada vengo attirata da un altra scoperta: un mega parco proprio nel bel mezzo del cammino!
Mi fermo per ammirare la bellezza di quel parco, dove ovviamente non mancava il solito bellissimo laghetto con le anatre e i loro piccoli.
Oltrepassando il ponticello, si raggiunge l'altra parte del parco pieno di giochi per bambini, tra cui una di quelle giostre di cavalli di cui vado pazza dai tempi di Mary Poppins!
Mi spiace solo aver trovato questo parco troppo tardi, ma la prossima volta che tornerò sarà il primo posto dove verrò per un bel picnic!
Tornando per la via di casa mi fermo di nuovo al supermercato per comprare altri viveri, non per me ma per fornire qualche scorta di riserva a Stefano che così avrà sempre qualcosa in casa da mangiare anche se non ci sarò più io a fare la spesa!
Dopo una veloce doccia comincio a preparare la cena mentre Stefano rientra a casa. Ma non è stata una lunga permanenza nell'ovile la nostra, infatti alle 9 eravamo di nuovo in bici, meta: il cinema!
Il cinema di Tilburg è ancora più bello di quello di Den Bosch dove eravamo stati la settimana prima. Pathè ha moltissime sale in tutti i Paesi Bassi, e i film sono tutti in 3D IMAX, una nuova tecnologia che rende il 3D migliore.
Dopo aver parcheggiato le bici nel parcheggio custodito in centro, compriamo due biglietti, scoprendo solo più tardi che le sale hanno dei posti speciali, ovvero poltroncine per due! Se lo avessimo saputo le avremo prese sicuramente! Più in alto ci sono addirittura dei divanetti per quattro, con tanto di tavolino centrale per i gruppi di tante persone!
Abbiamo avuto l'impressione che le file fossero più larghe, che ci fosse più spazio, e anche lo schermo fosse più grande.
Un ragazzo era incaricato di aiutare i clienti a trovare il loro posto a sedere, e scattate le 9 e mezza in punto le luci si sono spente e i trailers sono partiti.
Cosa eravamo andati a vedere? Ma Pirates of the Carribean ovviamente!
Il film è finito tardissimo, e io il mattino dopo avevo un aereo da prendere!
Mentre mangio un muffin accendo la tv, stavano dando i cartoni per i bambini. Su un canale c'era la copia olandese di quel cartone che trasmettono anche in italia, Dora l'esploratrice, dove tutta l'animazione si ferma per aspettare che i bambini davanti alla tv ripetano quello che dice la protagonista.
La differenza sostanziale tra Dora e quello che stavo guardando, è che non so per quale motivo il cartone, che parlava olandese, insegnava parole cinesi. La protagonista infatti è una principessa cinese, e in una puntata stava insegnando ai bimbi olandesi come si dicesse neve e slitta in cinese. "Lo sapevi, ciao in cinese si dice Nihao! ripeti con me: ni hao!"
Bhè, sicuramente è meglio l'uso di questo tipo di cartone per insegnare una lingua straniera che far parlare i bambini con la tv senza motivo!
Tornando ai fatti della giornata, innanzi tutto dovevo spuntonare dalla to-do-list delle cose che mi aveva lasciato scritte Stefano prima di andare al lavoro: comprare un set di brugole e cacciaviti, birra rossa heineken (se vi state chiedendo da dove esce fuori, la birra rossa della heineken non viene esportata fuori dai confini olandesi, ed è buonissima!), frutta e qualcosa per la cena.
Fuori dal portone di casa alle 9, comincio il mio viaggio verso i vari negozi del centro; durante il giro di shopping sbuco davanti al negozio di costumi e travestimenti, morivo dalla voglia di andarci da settimane ma non ero mai riuscita a beccarlo aperto. Così mi faccio un giro all'interno del negozio, che ha uno spazio tutto dedicato alle parrucche, un altro ai trucchi e lenti a contatto, un altro ancora agli accessori e ai costumi. E' fornitissimo e la tentazione di non uscire a mani vuote da li dentro è stata fortissima! Se volete sbavare un po' insieme a me, il negozio ha anche un sito internet che è www.defeestspecialist.nl
Già che ero vicino a shouwburg promenade, una galleria di negozi, decido di farmi una passeggiata. Dalla vetrina di un negozio scorgo una canottiera nera con un tribale da uomo. Dev'essere mia! Entro e la compro subito come regalo per Stefano, anche perché ne era rimasta solo una!
Poi riprendo la bici e continuo il giro per il centro. Arrivo in un negozietto chiamato euroland, dove c'erano tanti oggetti per la casa a poco prezzo, e svaligio il negozio!
Poi essendo passato mezzogiorno ormai cominciavo a sentire un buco allo stomaco, così quando sono passata davanti al fast-food non ho resistito, ho comprato un kip burger. Il panino ha una cotoletta di pollo all'interno, più l'insalata che qui usano la iceberg che è una delle mie preferite insieme alla belga e la salsa cocktail. Buonissimo, anche se non è uno dei pasti più sani che si possa fare, ma al diavolo, è il mio ultimo giorno!
Una volta soddisfatto il palato sono andata al supermercato per fare la spesa alimentare, per poi tornare a casa con le borse della bici stracolme dopo tutte le spese della mattinata.
Mentre mi riposavo un po' sorseggiando un multivitaminico ho riacceso la tv, dove stavolta davano un programma inglese di cucina. Il buffo è che stavo guardando una signora che parlava inglese, con i sottotitoli olandesi, che preparava cibo messicano. Evviva la globalizzazione!
Non erano nemmeno le 2 e mezza quando mi rimetto il mio fido cappello (per proteggermi dal vento più che dal sole) e riparto alla volta degli altri musei che mi rimanevano da visitare: quello d'arte contemporanea e quello tessile.
Per arrivare al primo museo ho dovuto superare una rotonda, la mia prima rotonda con pista ciclabile annessa! Che forza!

Arrivata al museo la receptionist mi dice che il biglietto è scontato della metà in quanto una parte del museo era chiuso per allestimento di una nuova mostra. Così pago solo 3 euro ed entro.

La prima opera che ammiro è stato un quadro di Bill Viola in slowmotion, di un incontro tra due donne durato in realtà pochi secondi, ma trasformato in un quasi immobile video di minuti e minuti. In realtà mi ha colpito molto e sono stata per quasi dieci minuti ad osservarlo.
Altre opere che mi hanno colpito sono state la stanza verde di Marien Schouten, il Wolfgang Laib, un corridoio stretto ed illuminato solo da una piccola lampadina in fondo dove si sentiva un profumo di cera d'api, dove devo ammettere che mi ha dato una sensazione di claustrofobia imminente, e poi un altro corridoio del tutto buio dove bisognava aggrapparsi ad una ringhiera per seguire il percorso che dopo aver preparato gli occhi all'ambiente sbucava in una stanza dove c'era un effetto di prospettiva dato da un'istallazione luminosa che faceva sembrare la stanza molto più ampia di quello che fosse, infatti poi riuscendo ad arrivare a testoni a metà di quella che sembrava la larghezza del posto mi sono ritrovata un muro davanti a me, scoprendo che non era altro che un effetto ottico.
Purtroppo non ricordo molti nomi degli artisti che ho visto, sicuramente la parte fotografica del museo mi è piaciuta molto ed ho apprezzato ogni singola opera degli artisti presenti. I quadri contemporanei invece sono pochi ad avermi colpito, più che altro perché ancora non riesco a capire come si faccia a definire arte una tela interamente monocromo o al massimo con un paio di striscie colorate in mezzo...boh, io non ci vedo proprio un bel niente, nemmeno lo sforzo di voler fare un bel quadro secondo me!
Invece nonostante la semplicità mi è piaciuta molto l'idea di un artista che ha usato interamente piastrelle di ceramica per le sue opere, perché secondo lui richiamano molti aspetti a noi conosciuti, dal più pacchiano rivestimento per le case alla pulizia, alla sterilità, e così via. Ho adorato il concetto!
Ho visto anche la pila di piatti di Robert Therrien, alta quasi due metri, purtroppo però le altre opere si trovavano nella sezione chiusa per allestimento e non era possibile visitarle. Io ero andata apposta per lui, uffi!
Mentre visitavo il museo, che nonostante avesse un ala chiusa era comunque enorme, era arrivato un pullman con una scolaresca, la quale girava in maniera sparsa per il museo. Solo più tardi ho notato che ogni studente aveva con se un foglio con dei compiti da svolgere, e ogni studente sceglieva un opera d'arte tra quelle presenti per cercare di riprodurla sul foglio. Molti erano sdraiati a terra intenti a disegnare, altri sui divanetti, chi girava per il museo prendendo appunti, l'ho trovata un'esperienza molto formativa per loro, invece di seguire una noiosa guida che racconta vita, morte e miracoli di ogni singolo quadro appeso.

C'erano anche delle sculture bellissime che mi hanno affascinato molto, come i Große Geister di Thomas Schütte, grandi spiriti, nella foto sopra.
Dopo aver visitato anche la sala dei progetti dove veniva proiettato un video su dei bambini che davano le loro impressioni su un quadro di van gogh, riprendo la via per il prossimo museo, quello tessile.

http://castleoffashion.blogspot.com/2010_09_01_archive.html
Anche qui chiedo un biglietto e mi viene consegnata una mappa del museo. Anche questo percorso è stato interessantissimo, partendo dalle antiche macchine per filare la lana, si arriva al laboratorio dove sono presenti tutte le macchine più moderne per produrre tessuti di ogni tipo. C'era anche una macchina che stampava su tessuti, e una sezione dedicata alla produzione di tappeti.
http://hildadeschutter.blogspot.com/2009/11/audax-textile-museum-tilburg.html
La biblioteca purtroppo era chiusa, ma al primo piano c'era un'altra sala con cimeli storici della storia dell'industria tessile della zona. Purtroppo anche questo museo, come quello naturale, aveva le didascalie scritte soltanto in olandese. Tornando al piano terra, superato il negozio dove vengono venduti i tessuti prodotti nel textil lab del museo, e direi anche a carissimo prezzo, si arriva ad una sezione dedicata alle lavanderie. Vengono descritte le varie tecniche di lavaggio dai tempi antichi in cui si lavavano i panni al fiume, fino alle lavanderie industriali dei nostri tempi, di cui ce n'era una riproduzione proprio all'interno del museo. Credo che sia anche in funzione, in quanto ho letto dei prezzi in uno dei volantini appoggiati vicino alla vetrina. Procedendo lungo lo stesso corridoio dove c'erano altri oggetti legati alla lavanderia, si arriva ad una sala piena di telai di ogni tipo e di ogni epoca.
Si erano fatte ormai le cinque, ora di chiusura, così mi avvio all'uscita per ritornare a casa.
Pensando di prendere solo un'altra strada parallela a quella fatta in precedenza, proseguo per un viale alberato, imbattendomi anche in una chiesa enorme. Ad un certo punto arrivo in una grande strada, che però non era la stessa della stazione. A quel punto comincio ad insospettirmi e guardando i cartelli mi accorgo di essere andata più a nord anziché essere tornata a sud della città. Faccio marcia indietro e ritorno sui miei passi, ma eccomi che di nuovo per la strada vengo attirata da un altra scoperta: un mega parco proprio nel bel mezzo del cammino!
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| Da 20 Maggio 2011 |
Oltrepassando il ponticello, si raggiunge l'altra parte del parco pieno di giochi per bambini, tra cui una di quelle giostre di cavalli di cui vado pazza dai tempi di Mary Poppins!
Mi spiace solo aver trovato questo parco troppo tardi, ma la prossima volta che tornerò sarà il primo posto dove verrò per un bel picnic!
Tornando per la via di casa mi fermo di nuovo al supermercato per comprare altri viveri, non per me ma per fornire qualche scorta di riserva a Stefano che così avrà sempre qualcosa in casa da mangiare anche se non ci sarò più io a fare la spesa!
Dopo una veloce doccia comincio a preparare la cena mentre Stefano rientra a casa. Ma non è stata una lunga permanenza nell'ovile la nostra, infatti alle 9 eravamo di nuovo in bici, meta: il cinema!
Il cinema di Tilburg è ancora più bello di quello di Den Bosch dove eravamo stati la settimana prima. Pathè ha moltissime sale in tutti i Paesi Bassi, e i film sono tutti in 3D IMAX, una nuova tecnologia che rende il 3D migliore.
Dopo aver parcheggiato le bici nel parcheggio custodito in centro, compriamo due biglietti, scoprendo solo più tardi che le sale hanno dei posti speciali, ovvero poltroncine per due! Se lo avessimo saputo le avremo prese sicuramente! Più in alto ci sono addirittura dei divanetti per quattro, con tanto di tavolino centrale per i gruppi di tante persone!
Abbiamo avuto l'impressione che le file fossero più larghe, che ci fosse più spazio, e anche lo schermo fosse più grande.
Un ragazzo era incaricato di aiutare i clienti a trovare il loro posto a sedere, e scattate le 9 e mezza in punto le luci si sono spente e i trailers sono partiti.
Cosa eravamo andati a vedere? Ma Pirates of the Carribean ovviamente!
Il film è finito tardissimo, e io il mattino dopo avevo un aereo da prendere!
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